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La delibera con cui il CIPE ha stanziato 18 milioni di euro per realizzare opere utili rendere la nostra città più vivibile e attrattiva non giunge inaspettata.
Più volte, infatti, nei mesi scorsi è stato annunciato che progressivamente tutti i 120 progetti inclusi nel “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” sarebbero stati finanziati.
Se anche quello presentato dal Comune di Pordenone, classificatosi all’85° posto della graduatoria, potrà essere attuato il merito non è solo della tempestività con cui l’Amministrazione ha confezionato una proposta ammissibile riciclando molti interventi ideati dalla Giunta Pedrotti, ma soprattutto del Governo sostenuto dal Partito Democratico che, con uno sforzo economico non indifferente, ha voluto soddisfare tutte le istanze, comprese quelle non pienamente aderenti alla filosofia del bando.


Al rammarico per la mancata esecuzione di opere volte a rivalutare gli ambiti centrali e periferici più degradati, prevale comunque di gran lunga la soddisfazione, anche legata alle ricadute occupazionali degli investimenti.

Giova peraltro ricordare che, grazie all’impegno profuso dal centrosinistra, sono stati e saranno aperti numerosi cantieri a Pordenone: dalla costruzione del nuovo ospedale (170 milioni di euro) all’attuazione dei progetti inclusi nel P.I.S.U.S. (6 milioni di euro), senza dimenticare l’Agenda Urbana (2 milioni di euro per riqualificare via Piave).
L’auspicio è che anche i lavori di realizzazione della bretella sud (25 milioni di euro) possano presto essere sbloccati.
Il rilancio della città, infatti, non si esaurisce nell’organizzazione di feste ed eventi ma passa soprattutto attraverso la promozione dello sviluppo sostenibile e della competitività del territorio che per il Partito Democratico sono la priorità.

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MARTEDI 4 LUGLIO 2017

Pagina18

Adesso è ufficiale, lo Stato ha trovato i fondi per la città Cucci soddisfatta, ora il testimone passa al resto della giunta

Stanziati i 18 milioni Così cambierà volto parte di Pordenone

E' stata la prima a crederci, quando molti - anche nella sua maggioranza - avevano dubbi sul fatto che i soldi

sarebbero arrivati. E così, ora che in Gazzetta ufficiale sono stati pubblicati i provvedimenti (tra cui la delibera

Cipe) che approvano i progetti di Pordenone con relativi finanziamenti - 18 milioni a cui si aggiungerà la

compartecipazione del Comune e di altri partner che portano i fondi per gli investimenti a 22,3 milioni - l'assessore

alle politiche europee Guglielmina Cucci, non nasconde la soddisfazione. Pordenone, infatti, porta a casa i

finanziamenti del bando delle periferie. «E' stato fatto un grande lavoro di squadra con il sindaco, la giunta e gli

uffici, sin dall'inizio, un anno fa appena insediati. Abbiamo creduto, con lungimiranza e tenacia, in questo progetto

strategico e complessivo che consentirà alla città di Pordenone di essere inclusiva, accessibile, resiliente,

educativa, solidale, turistica e innovativa attraverso azioni, opere ed interventi che garantiranno la riqualificazione

sostenibile, la rivitalizzazione sociale ed economica per le imprese, le attività economiche, produttive e la città

tutta - evidenzia Cucci -. Un asse che potrà essere vincente anche per Camera di Commercio, Ascom, Associazioni

di categoria e privati. Una concreta risposta per il territorio. Per questo ringrazio tutti gli uffici che hanno

collaborato, il dirigente delle politiche europee e la struttura». Cucci ci tiene a sottolineare che «la palla ora passa

ai diversi assessorati e settori interessati (lavori pubblici, viabilità e mobilità, ambiente e verde pubblico, attività

produttive e commercio, cultura, istruzione, sociale) che dovranno continuare nella progettazione perseguendo gli

obiettivi del progetto complessivo». La firma della convenzione tra Comune e Ministero avverrà, stando ai tempi

del progetto, a settembre. Ma a cosa serviranno i fondi? I 17.999.804,70 euro finanziati dalla presidenza del

Consiglio dei ministri, a cui si aggiungeranno 3.011.368,05 di finanziamento pubblico-privato, serviranno a

finanziare: progetti legati alla viabilità e mobilità come la revisione del piano della mobilità sostenibile e il

rifacimento di piazza della Motta (per un importo di 3.350.000 euro); superamento delle barriere architettoniche

(Peba compreso) per 1,6 milioni; recupero degli edifici dell'ex biblioteca e dei giudici di pace (4,430 milioni);

interventi naturalistici e ambientali come il collegamento tra viale Martelli fino al lago della Burida, il recupero

dell'area del vecchio lavatoio e del Parco Galvani e viale Dante(2.425.500 euro); interventi di marketing, di

supporto e di finanziamento alle imprese (4.125.000 euro); progetti in materia di welfare, educativi e sociale, tra

cui la casa intelligente, rigenera, gioca-bimbo, co-working, laboratori e interventi culturali (2.250.000 euro).A

rivendicare il risultato ottenuto è anche la capogruppo di Forza Italia, partito di cui Cucci è espressione. «Sono

veramente soddisfatta del risultato raggiunto dalla squadra ma mi permetto di ringraziare il nostro assessore

Guglielmina Cucci e i suoi uffici che hanno curato la regia di tale progetto. Senza il suo impegno, il suo

entusiasmo e la sua determinazione difficilmente saremmo riusciti a portare a casa i 18 milioni di euro, alla faccia

dei tanti gufi - lancia una frecciata Piccin - che nel corso di questo anno avevano espresso molti dubbi sulla riuscita

dell'operazione. Forza Italia ha dato grande dimostrazione di coesione e di lavoro di gruppo a sostegno del sindaco

Alessandro Ciriani». (m.mi.)

Bando per le periferie, ma solo sulla carta

Era difficile credere che Pordenone potesse rientrare in un bando destinato al recupero delle periferie urbane,

avendo poco da spartire con le grandi città e le loro periferie. E invece la città è riuscita a interpretare la filosofia

del bando. L'obiettivo di "i20aPN" è stato quello di presentare interventi per contrastare il deterioramento delle

strutture e infrastrutture del tessuto socio-economico del territorio e nello specifico ridurre le distanze tra il centro

e le periferie, anche definito dalla cerniera naturale del fiume Noncello. Proprio questo elemento di grande pregio

naturalistico/ambientale è diventato l'elemento centrale (insieme allo sviluppo del progetto rivolto alle imprese e

all'occupabilità) per superare il gap evidenziato, prevedendo gli interventi di messa in sicurezza anche in

prosecuzione degli interventi che l'amministrazione comunale ha messo in campo con il progetto di collegare le

diverse parti del territorio, con azioni per il miglioramento del decoro urbano, della funzionalità di aree pubbliche e

strutture edilizie esistenti e di resilienza urbana.

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