logo Pordenone

Il lavoro dei nostri Consiglieri a Pordenone

LA SENTENZA
PORDENONE L'ex vicepresidente della Provincia (Ente ormai defunto), Eligio Grizzo, è stato condannato dalla Corte dei Conti al pagamento di 62.607 euro in favore della stessa fu Provincia (ora di fatto rappresentata dalla Regione) per aver conferito un incarico dirigenziale extra dotazione organica a Samuele Grandin, 39 anni, senza il previo esperimento di una procedura concorsuale e in favore di un soggetto privo dei requisiti di professionalità prescritti dalla legge. La Procura regionale aveva ravvisato la responsabilità a titolo di colpa grave di Grizzo, avendo quest'ultimo, nella qualità di vice presidente della Provincia, assegnato quell'incarico dirigenziale con un atteggiamento denotante palese noncuranza dei principi della buona amministrazione.

LA MOTIVAZIONECome si legge nelle trenta pagine che spiegano la decisione della Corte dei conti, la questione sottoposta all'esame del Collegio concerne i profili di responsabilità erariale connessi all'assunzione di un dirigente dell'Ente Provincia, al di fuori della pianta organica, in asserita violazione del principio di ragionevolezza e carenza dei requisiti prescritti dalla legge.
Rimarca altresì che l'articolo 23 del Regolamento di organizzazione della Provincia di Pordenone prevedeva la possibilità di stipulare, per il perseguimento di specifici obiettivi e lo svolgimento di determinati compiti, al di fuori della dotazione organica, contratti a tempo determinato per i dirigenti e le alte specializzazioni, nel rispetto dei requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire.
Ma il tutto sulla base di precise indicazioni in merito alla necessità che per le nomine dei dirigenti da effettuarsi ai sensi dell'articolo 110 del Tuel (testo unico degli Enti locali) si imponesse il rispetto dei requisiti previsti. Quindi, secondo la Corte dei Conti, la nomina sarebbe dovuta ricadere su soggetti dotati di particolare e comprovata qualificazione professionale, con esperienza acquisita per almeno un quinquennio in funzioni dirigenziali o vantare una particolare specializzazione culturale e scientifica ovvero che provenissero dai settori della ricerca, della docenza universitaria (...). E che si trattasse di requisiti essenziali ben noti al vice presidente Grizzo - si legge ancora - lo si desume in vari contesti. Ma l'esame della vicenda rivela, oltre ai rilevati aspetti di illegittimità, una palese deviazione dai principi di ragionevolezza e buon governo della cosa pubblica (...).
Poi la sottolineatura: Il Collegio non vede come sia stato possibile attribuire alle pregresse esperienze professionale di apprendista impiegato stagionale, aiutante alla conduzione di impianti idrici, ausiliario nell'Arma dei carabinieri e da ultimo agente di polizia locale e provinciale quei contenuti di alta specializzazione e professionalità richiesti. E ancora sono proprio le connotazioni di incuria e disattenzione nell'espletamento degli obblighi discendenti dal rapporto di servizio con l'Ente Provincia a far ritenere integrato, in capo a Grizzo, l'elemento soggettivo della colpa grave. E in conclusione condanna l'ex vice presidente al pagamento, in favore della Provincia, di 62.607 euro.

Liberamente tratto da "Il Gazzettino " MERCOLEDI 8 NOVEMBRE 2017 pagina V

Caso Grizzo, responsabile Ciriani

Dopo la condanna della Corte dei conti parla Zanin (Pd) che presentò l’esposto
«La responsabilità morale della vicenda che ha portato alla condanna dell’assessore Eligio Grizzo è della giunta provinciale e in primis dell’allora presidente Alessandro Ciriani. Per tanto mi auguro compartecipino al risarcimento». Giorgio Zanin, deputato del Partito democratico, all’epoca in cui la Provincia assunse come dirigente Samuele Grandin era capogruppo del Pd in Provincia e guidava l’opposizione. «Presentai io l’esposto – ricostruisce – dopo aver fatto una supervisione attenta degli atti ed essere rimasto colpito, assieme ai colleghi, dal fatto che un presidente sempre puntuale e presente avesse deciso di non partecipare alla seduta di giunta in cui si decideva una cosa tanto delicata. Questo a nostro avviso era un indizio dell’accordo spartitorio, all’interno della maggioranza dell’ente, che sottendeva quella decisione. Ma il fatto che il presidente non abbia firmato la delibera non lo esenta dalla responsabilità nei confronti dell’ente. Per questo auspico che compartecipi, con gli
altri rappresentanti della giunta di allora, al risarcimento. La solidarietà che leggo essere stata espressa a Grizzo ritengo debba tradursi in atto in solido». Prosegue Zanin: «Anche il fatto che per Grandin sia stato ipotizzato un risarcimento tanto ingente fa pensare: uno che è stato assunto per far rispettare le leggi che non sapeva di violarle? Sembra persino irrisorio nei suoi confronti». Al deputato «resta la soddisfazione di una vicenda in cui ci siamo opposti democraticamente. E siccome ora il tickeCiriani-Grizzo è al comando del Comune, questo getta ombre sul modello di gestione amministrativa. Tanto più che è la seconda condanna che arriva dalla per un esponente dell’esecutivo». Rispetto all’amministrazione provincia Zanin chiede: «Per quali altri dirigenti si è seguita questa procedura di nomina stravagante? Chi aveva l’onere della consulenza legale e amministrativa dell’ente è stato consultato? Sono state considerate le conseguenze del lavoro di Grandin?».

Liberamente tratto da il messaggero Veneto del GIOVEDI 9 NOVEMBRE 2017 scritto da Martina Milia

A un anno dall’insediamento della giunta Ciriani a governare il comune di Pordenone, è il momento di puntare i riflettori sulla gestione della cultura nella nostra città. Della parola cultura in molti si sono riempiti la bocca in questi mesi, ma il futuro ci riserva un grande punto interrogativo.

Partiamo dalla considerazione che questa amministrazione ha spinto molto sugli eventi popolari, e riconosciamo che è giusto anche promuovere questo tipo di appuntamenti.
Quando si parla di cultura, però, bisogna pensare a un concetto ben più ampio. E quindi chiediamo quali strade abbia deciso di prendere la giunta Ciriani sulle politiche culturali, dal momento che i segnali che vediamo sembrano essere piuttosto confusi.
La polemica di questi mesi tra Amministrazione da un lato, e artisti pordenonesi che non si sono visti riconoscere dal Sindaco competenze e prestigio dall'altro, hanno portato l'opposizione in consiglio comunale a ribadire la propria contrarietà al cospicuo finanziamento che Ciriani ha assegnato a un musicista pordenonese per il suo concerto di chiusura dell'estate in città. Una cifra esosa, che avrebbe potuto essere suddivisa per coinvolgere e includere nella produzione culturale anche altri rinomati artisti pordenonesi.
Oltre a ciò, preoccupa la ventilata ipotesi di smantellamento della rete museale. Le affermazioni sull' immaginario scientifico e sula galleria Pizzinato non fanno capire molto bene quale sia la linea progettuale dell’amministrazione, e per questo come Partito Democratico siamo pronti a metterci in gioco per contribuire a definire una strategia che faccia crescere la città.
Tralasciando le uscite di chi pensa che la nostra sia una “definizione snob” di cultura, pensiamo che serva un’offerta a tutto campo. E che i fondi vadano erogati con equilibrio tra le varie forme espressive e tra i vari tipi di eventi.
Ci auguriamo quindi che, dopo un anno, la Giunta Ciriani esprima una progettualità culturale più ampia e organica di quanto finora dimostrato.

La delibera con cui il CIPE ha stanziato 18 milioni di euro per realizzare opere utili rendere la nostra città più vivibile e attrattiva non giunge inaspettata.
Più volte, infatti, nei mesi scorsi è stato annunciato che progressivamente tutti i 120 progetti inclusi nel “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie” sarebbero stati finanziati.
Se anche quello presentato dal Comune di Pordenone, classificatosi all’85° posto della graduatoria, potrà essere attuato il merito non è solo della tempestività con cui l’Amministrazione ha confezionato una proposta ammissibile riciclando molti interventi ideati dalla Giunta Pedrotti, ma soprattutto del Governo sostenuto dal Partito Democratico che, con uno sforzo economico non indifferente, ha voluto soddisfare tutte le istanze, comprese quelle non pienamente aderenti alla filosofia del bando.

File Interrogazione n. 47/2017 – 71.8 kB
Messa in sicurezza attraversamento ciclopedonale via Molinari. Proponenti Cavallaro, Conficoni, Del Ben, Giust, Marcon, Tomasello.

File Interrogazione n. 49/2017 – 94.4 kB
Valore di mercato alloggi di via Prata. Proponenti consiglieri Del Ben, Conficoni, Giust, Tomasello, Cavallaro, Marcon, Colussi, Salvador, Freschi, Bianchini, Serfini.

Continuando a navigare, accetti l'uso dei cookie, anche di terze parti per migliorare la tua navigazione sul sito. Se vuoi saperne di più clicca QUI