universita pnMensa chiusa fino a settembre Il Consorzio cerca un’altra ditta

L’azienda ci rimetteva 30 mila euro l’anno: erogati 60 pasti al giorno contro i 180 del business plan. E intanto a Economia aumentano le matricole.

 

Mensa rimandata a settembre. Il Consorzio universitario intende ripristinare il servizio al campus di via Prasecco con il prossimo anno accademico. Affidandosi, però, a una nuova ditta. Perché, per l’attuale gestore della mensa universitaria, l’appalto era diventato anti-economico. E intanto in città fa sentire la sua voce il Partito democratico, facendo pressing per il rilancio dell’ateneo pordenonese.

Pasti in calo.

«Negli ultimi cinque anni – precisa il direttore del Consorzio Andrea Zanni – i numeri della mensa si sono ridotti in modo considerevole. Ora, invece dei 180 pasti al giorno previsti dal piano industriale, ne vengono erogati fra i 50 e i 90 al giorno. La media è di 60 pasti, pari a un terzo del previsto, ma in certe giornate si scende ad appena una quarantina di pasti. La ditta ci rimetteva 30 mila euro l’anno: il secondo anno ci hanno chiesto di interrompere il servizio perché i costi stavano diventando per loro insostenibili». Il trasloco. Per questa ragione la ditta appaltatrice ha deciso di accorpare i due servizi di refezione mantenendo solamente il self service al secondo piano del centro commerciale Meduna. «In questo punto di ristoro – aggiunge Zanni – il menù è molto più vario e non abbiamo registrato un decremento degli studenti in mensa, anzi, sono aumentati: probabilmente gioca a favore anche la capacità attrattiva del centro commerciale. Chiaramente ci vuole un mezzo per raggiungere il Meduna». La soluzione. L’ente consortile sta cercando un’altra azienda disposta ad acquisire l’appalto. Le offerte non mancano: c’è molto interesse, da quanto asserisce il Consorzio. «Intendiamo individuare – spiega la strategia Zanni – una ditta con un’altra impostazione aziendale, che sia in grado di contenere i costi. La nostra intenzione è di ripristinare il servizio per settembre. Speriamo di poterci riuscire». Crescono gli iscritti. In un quadro nazionale che registra una flessione delle matricole, «Economia aziendale a Pordenone tiene: anzi, considerando solamente le nuove iscrizioni, ha totalizzato un incremento del 15%». Al corso di laurea sono iscritti in tutto 432 ragazzi. La popolazione universitaria in via Prasecco rimane complessivamente stabile. Frequentano il campus 56 studenti dell’ateneo giuliano, 891 dell’ateneo friulano, 170 studenti dell’Isia e 82 ragazzi dell’Its. I dem alzano la voce. Bando ai campanilismi o al «mantenimento di qualcosa di locale a tutti i costi». Per il Pd provinciale «il Consorzio universitario ha tutti i requisiti per rivendicare una sua centralità nell’ambito della formazione superiore e una sua specificità in rapporto alle altre sedi universitarie della Regione». I dem annunciano il pressing su due punti: «la necessità di rilanciare con criteri di eccellenza l’Isia e la formazione multimediale, non solo in e-learning ma anche in presenza» e l’ipotesi di un «campus di progettazione artistica e multimediale in verticale con il liceo artistico e, perché no, con la scuola del mobile di Brugnera». Una formazione superiore che dovrà, però, intrecciarsi saldamente, secondo il Pd, con le esigenze delle imprese, «per rilanciare una sinergia fra innovazione delle idee e la loro ricaduta nel tessuto produttivo». In questo modo, secondo i Dem si riuscirebbe a «conservare un equilibrio di territorialità in ambito regionale» in un’ottica di specializzazione, fra formazione, ricerca e ricadute concrete per l’economia e le aziende. Una nuova università che saprebbe, secondo il Pd, racchiudere tutti gli elementi di dinamismo del Pordenonese, dal fermento culturale all’economia.

di Ilaria Purassanta liberamente tratto dal Messaggero Veneto Sabato 7 febbraio 2015 Pagina 21

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