9 ottobre 1963 - 9 ottobre 2014

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Al sindaco di Longarone
Roberto Padrin

"Caro sindaco,

è difficile trovare parole, anche dopo 51 anni, per un dolore che non passa. E che ritroviamo lì, ogni anno, prigioniero di quei duecentosessanta milioni di metri cubi di roccia che spazzarono via cinque paesi e uccisero 1.910 persone. Longarone, Pirago, Rivalta, Villanova, Faè: nomi scolpiti nella memoria nazionale. Ma la memoria non basta.

Ed è per questo motivo che Longarone e il Vajont sono stati tra i punti di partenza anche della mia campagna per le primarie. Quando ho ascoltato le testimonianze dei sopravvissuti al disastro ho sentito risuonarmi dentro solo due sole parole: mai più. Longarone è un monito. Ma la memoria, dicevo, non basta e non bastano i moniti: a noi è chiesto di prevenire. Perché il sacrificio di quelle vite e di quei territori non diventi vano.

Come sindaco, e sindaco di una città che all'acqua deve molto ma che all'acqua ha anche pagato un grande tributo, sapevo che la difesa del territorio non è una priorità: è LA priorità. E la stessa priorità ho mantenuto una volta al governo: di questo si occupa "Italia sicura contro il dissesto", la struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche. Ben sapendo che la tutela del territorio non può essere delegata soltanto agli "altri", solo a chi governa ma deve essere impegno quotidiano e cura di tutti.

Caro sindaco, Longarone oggi è anche il simbolo dell'Italia che si rialza, dell'Italia che ce la fa. Ed è da questo simbolo di fiducia che occorre ripartire: quello di un paese con tante ferite ancora aperte ma, coraggiosamente, in piedi".

Matteo Renzi

*****

9 ottobre 1963. Ore 22.39

In pochi minuti una frana larga 3 km si stacca dal monte Toc. La diga del Vajont da poco costruita e ancora non completata cede all'impatto delle rocce. Milioni di metri cubi di acqua, fango e detriti cancellano i paesi di Longarone, Frasègn, Le Spesse, Il Cristo, Pineda, Ceva, Prada, Marzana, San Martino, Faè, Erto, Pirago, Maè, Villanova, Rivalta, Codissago, Castellavazzo.

Il PD oggi ricorda le 1910 persone che 51 anni fa persero la vita.

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