L'assemblea provinciale chiede due impegni ai candidati
«Casellario lindo e subito dimissioni in caso di indagini»

Tutti promossi. L'assemblea provinciale del Pd ha infatti votato all'unanimità il gradimento ai nove candidati del territorio per le prossime regionali. Si tratta di Marco Pascutto, Daniele Gerolin, Giuseppe Zecchinon, Cristina Manfrin, Chiara Da Giau, Sergio Bolzonello, Sergio Zaia, Renzo Liva e Renato Mirto Monte. I tre che mancano saranno indicati nel listino di Debora Serracchiani.

Si fa il nome dell'imprenditore Fabio Simonella e di due donne per riequilibrare la lista al femminile.
Sempre l'assemblea ha anche deciso che ad aprire la lista sarà una donna, poi gli altri in ordine alfabetico. Ma il documento
approvato ha in più due punti non poco. Il primo è legato alla moralità dei candidati. Prima di accettare la candidatura
tutti dovranno sottoscrivere un documento in cui affermano di non avere procedimenti penali in corso, ma - è questa la
parte decisiva - l'assemblea ha anche chiesto un altro impegno che dovrà essere raccolto dalla Serracchiani. In pratica i
candidati si devono anche impegnare a lasciare la loro carica di consiglieri regionali - se eletti - nel caso in cui durante il loro
mandato, incontrassero disavventure giudiziarie, leggi avvisi di garanzia per reati particolarmente gravi o contro la pubblica
amministrazione. Una scelta che l'assemblea provinciale del Pd ha indicato all'unanimità e che ora dovrà essere recepita dalla
segreteria regionale e dai candidati. Un altro impegno chiesto a chi sarà eletto è stato di dimettersi da tutti gli altri incarichi
(secondo livello, istituzionali e professionali) per dedicarsi completamente al ruolo in Regione anche a fronte del fatto che con
il taglio dei consiglieri la differenza numerica tra maggioranza e minoranza è molto ridotta. Ultimo dato interno al partito, non
emerso in assemblea. Il parterre dei candidati che indossano la casacca di Bersani continua ad allargarsi creando malumori.
Oltre a Renzo Liva, infatti, si sommano Renato Mirto Monte, Marco Pascutto molto vicino a Paolo Pupulin e Fabio Simonella.
Come dire che i voti potrebbero dividersi troppo con tutti i rischi che ne conseguono. Da risolvere anche la questione di Sergio
Bolzonello, non ancora iscritto al partito. Secca la replica del segretario Antonio Ius. «Lo Statuto prevede che si possano
candidare oltre agli iscritti anche gli elettori indipendenti del Pd. Mi pare quindi che non ci sino problemi».

 

Il gazzettino Domenica 10 Febbraio 2013 pagina II

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