Giorgio Zanin, come primo firmatario, si fa portavoce dei gruppi politici di opposizione in Provincia (Partito Democratico, Italia dei Valori, Libertà Civica) per interrogare il Presidente sulle modalità seguite per la ripartizione dei finanziamenti per le opere pubbliche ai diversi comuni per gli anni 2009 e 2010. Già nell’anno precedente gli interroganti avevano sollecitato la giunta a chiarezza e trasparenza dei criteri, nel rispetto dei regolamenti vigenti. Ora tornano sul tema portando all’attenzione anzitutto una richiesta di chiarimento rispetto alla procedure di assegnazione, diverse rispetto a quelle seguite in precedenza; in secondo luogo si chiedono chiarimenti sui criteri di merito per l’assegnazione per alcuni specifici casi, per i quali ritengono siano state seguite valutazioni con criteri non omogenei e tali da alimentare il sospetto che si siano voluti privilegiare comuni con amministrazioni di colore politico affine alla giunta provinciale stessa. L’interrogazione parte dalla semplice constatazione statistica che il 65% dei contributi concessi sono andati a comuni amministrati dal centrodestra, nonostante nel momento attuale la popolazione con amministrazioni di centrosinistra in provincia abbia un peso circa uguale. Infatti in cinque casi portati come esempio (beneficiari i comuni di Sacile, Maniago, San Quirino, Casarsa e Bannia di Fiume Veneto) e a parità di graduatoria non è stato seguito il criterio generale di esaudire in via prioritaria, sia pure parzialmente, le richieste di importo inferiore, mentre in un ulteriore caso la percentuale di beneficio concessa è stata largamente superiore a quella del concorrente di pari graduatoria (Zoppola). Il tema non è nuovo ed è sotto l’osservazione delle minoranze già dal 2008, mentre appare particolarmente critico in questa difficile congiuntura economica, nella quale gli enti pubblici si trovano a fronteggiare le richieste con una dotazione decurtata di risorse economiche. Partendo dai casi esemplari citati dei quali si chiede giustificazione, l’invito dell’interrogazione è a chiarire l’iter seguito nel riparto dei fondi e la sua corrispondenza col regolamento vigente, approvato da Consiglio provinciale.


Premesso che

Nell’autunno del 2009, con un’interrogazione e un’interpellanza, avevamo già sollecitato la giunta provinciale a valutare in modo attento la procedura seguita dal dirigente allora in carica nella formulazione della graduatoria per l’attribuzione dei contributi da destinare ai comuni per la realizzazione delle opere pubbliche, con riferimento al riparto dell’anno 2008


Nei primi mesi del 2010 ci siamo fatti interpreti, anche presso il segretario generale, del disagio inevitabile di fronte alla necessità regolamentare, stante il ritardo di presentazione delle pratiche necessarie, di annullare alcuni contributi destinati ad alcune scuole pubbliche di alcuni comuni della provincia, segnalando per conseguenza, anche attraverso la stampa, che la procedura seguita per riammettere i comuni beneficiari al beneficio fosse da intendere quale segnavia di una più attenta gestione degli interessi collettivi, con la puntuale osservanza necessaria dei regolamenti

Nell’estate 2010 avevamo sottolineato la difficoltà di comprensione del ritardo maturato nella predisposizione del riparto di tali contributi per l’anno 2009, giunta alfine opportunamente insieme al riparto 2010

Avendo ascoltato

in modo diretto e attento la dirigente preposta - subentrata a chi, come noi avevamo immediatamente sottolineato a seguito dei risultati elettorali delle elezioni amministrative 2009, si trovava nella condizione di possibile conflitto di interesse - per cercare di capire le ragioni che l’hanno indotta a limitare il proprio ruolo di fatto alla sola stesura della graduatoria tecnica - ruolo che di per sé, com’è facile intuire, non abbisogna di un “lavoro dirigenziale” tant’è che si tratta di competenza dell’ufficio - attribuendo tale autolimitazione a carenze regolamentari e rimettendo infine alla responsabilità politica della giunta provinciale le decisioni relative alla discrezione di scelta nel riparto finale, con riferimento in particolare ai casi di parità di merito nel punteggio

Rilevando pertanto, attraverso l’analisi attenta della relazione di giunta al riparto 2009-2010 incrociata con il riparto vero e proprio, che

- a fronte di un territorio provinciale amministrato in forma pressoché equivalente in termini di popolazione da forze di centrodestra e centrosinistra, i benefici del riparto sono al 65% ca. destinati ad amministrazioni del centrodestra e solo al 35% del centrosinistra

- nello stabilire la ripartizione, la giunta ha scelto criteri volta a volta diversi, facendo valere a volte dei criteri, per esempio “dell’importo più basso” che in altri ambiti non sono stati seguiti, creando perciò una situazione di mancata omogeneità o se si vuole di semplice arbitrarietà, ciò che lo spirito dei regolamenti per la disciplina dei criteri di riparto e il procedimento amministrativo in materia di contributi per opere e lavori pubblici approvati dal Consiglio Provinciale mirano esplicitamente ad escludere.

- a parità di graduatoria, si possono individuare alcune opzioni discrezionali che creano con chiarezza delle discriminazioni, quali ad esempio:

1. nel campo degli impianti sportivi – ambito sacilese – la preferenza data ad un finanziamento alla parrocchia Sant’Ulderico di Sacile (15.000 su 57.852 euro richiesti) rispetto all’importo più basso richiesto per la parrocchia di Chions (0 su 38.000 euro)

2. nel campo dell’edilizia scolastica pubblica – ambito pedemontana maniaghese – la preferenza data a Maniago (30.000 su 80.000 euro) rispetto a Sequals e Montereale, entrambe con richieste di importo più basso (0 su 60.000 euro)

3. nel campo dell’edilizia scolastica pubblica – ambito sanvitese – la preferenza data a Casarsa (35.000 su 125.000 euro) rispetto a Sesto al Reghena, che pure presentava una richiesta di importo più basso (0 su 115.000 euro)

4. nel campo dell’edilizia scolastica pubblica – ambito urbano – la preferenza evidente accordata nel 2010 a San Quirino per un importo di 50.000 euro, mentre la richiesta di Zoppola, pari graduatoria, viene chiusa ai 20.000 euro del riparto 2009

5. nel campo dell’edilizia scolastica privata – ambito urbano – mentre si finanzia con soli 3000 euro - pari al 6% ca. della richiesta pari a 18.500 euro - la scuola della parrocchia di Zoppola prima in graduatoria, si finanziano ben 60.000 euro alla scuola materna di Bannia di Fiume Veneto, con un contributo che supera il 50% di quanto richiesto di 116.400 euro, con una evidente mancanza di proporzionalità rispetto alla spesa prevista

A fronte di tali inequivocabili squilibri che, a dinanzi alla esplicita posizione assunta dalla dirigente, si configurano come espliciti atti di volontà politica, gli scriventi

Consiglieri provinciali INTERROGANO il Presidente della Provincia di Pordenone per sapere:

• Se si ritiene corretto l’iter seguito per l’effettuazione del riparto e dunque si affermi, come lascia intendere la dirigente nella stesura delle sue linee di indirizzo per il riparto, che quanto svolto in precedenza per l’anno 2008, sostanzialmente dalla medesima amministrazione, sia da ritenersi irregolare o quantomeno non congruo rispetto al regolamento in essere approvato dal Consiglio provinciale

• Se sia dovuta al caso o a qualche elemento non percepibile attraverso gli atti, la discrepanza di assegnazione “politica” rilevata complessivamente nel riparto

• Come mai nel parere di giunta per il riparto siano stati scelti criteri non omogenei per la distribuzione dei contributi

• Quali ragioni abbiano guidato le singole opzioni specificamente evidenziate dai 5 casi sopra evidenziati

Con Osservanza.

Giorgio Zanin Fabio Gasparini Angelo Masotti Cristofoli

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