Premesso che

La realizzazione di un nuovo istituto scolastico nella nostra provincia è sempre un segno importante di avanzamento e ammodernamento del nostro territorio e pertanto abbiamo salutato con molto favore l’annuncio apparso sui giornali: “Sede gioiello per l’IPSC Flora in via Ferraris” costata 10 milioni di euro. In quella circostanza, per bocca del vicepresidente Grizzo, fu giustamente rimarcato: “le cose le facciamo, non ci limitiamo a dirle” (cfr Messaggero Veneto 7/09/2010)

All’apertura dell’anno scolastico, presente il vicepresidente Grizzo in qualità di Presidente del Consiglio d’Istituto, è emerso solo che “C’è qualche problema sulla viabilità nelle fermate dei pullman di fronte alla scuola, ma stiamo perfezionando il sistema trasporti” (cfr Messaggero Veneto 14/10/2010), problemi che a quanto pare il 23 settembre non erano stati ancora risolti e che un centinaio di studenti pendolari hanno segnalato con forza (cfr Messaggero veneto 23/09/2010)

Già dopo poche settimane la situazione sembra cambiare: ad inizio ottobre una studentessa smaschera su YouToube l’istituto modello, definendolo una scuola “bella ma povera”, con il contatore che non regge. Alla denuncia si sommano subito le molte voci di studenti e insegnanti: le scale strette costringono addirittura al suono sfalsato a fine lezione per evitare ingorghi pericolosi; ci sono aule con finestre che non si aprono per il necessario ricambio d’aria; mancano filtri alla luce così che è impossibile l’uso di supporti multimediali, sino ad arrivare agi insegnanti che si domandano quale sia l’aula magna (cfr Messaggero Veneto 7/10/2010)

A metà ottobre giunge la denuncia che la palestra è inagibile, con le travi del soffitto che si flettono troppo nelle prove di collaudo. Il comune di Pordenone assicura che l’edificio è agibile ma occorrono lavori di sistemazione a tetto, pavimenti e impianti. Gli insegnanti dopo 40 giorni cominciano sciorinare le criticità della vita in aula, con 700 studenti distribuiti in aule progettate per 500 e l’aula magna contiene solo 100 studenti alla volta. La dirigente afferma di aver risolto numerosi problemi, in primis le infiltrazioni d’acqua che entra dalle fessure dai lucernai e l’avvio dell’appalto da parte della Provincia per le tende nelle aule. (cfr Messaggero Veneto 19/10/2010)

A fine ottobre 66 dipendenti dell’istituto, preoccupati per i problemi di sicurezza e rammaricati per i ritardi tecnico-organizzativi, spediscono l’elenco delle doglianze a Presidente della Provincia e Sindaco di Pordenone. Il nuovo Flora così proprio non va: emergono nuovi problemi con il mancato completamento dei laboratori informatici nei seminterrati e il mancato allacciamento telematico, la presenza di acqua nell’atrio in caso di pioggia, la sala insegnanti immaginaria e la biblioteca presente solo sulla carta. All’esterno vengono rilevati: il rilevato il piano della sicurezza stradale inesistente, con rischio di attraversamento nelle vicinanze; la creazione di pozzanghere nel percorso per l’ingresso a scuola a causa dell’errato calcolo delle pendenze. Ciò che più preoccupa è anche la sicurezza, con i passamano non a norma (un incidente ha già colpito un’insegnante). Le ringhiere ai piani sono basse, con pericolo per gli alunni e la campanella del cambio d’ora non è stata prevista nel progetto, tanto che un suono strozzato informa del cambio lezione. Mancano inoltre aule per l’ora alternativa alla religione e le attività degli allievi diversamente abili. (cfr Messaggero Veneto 30/10/2010)

Ad inizio novembre, con l’aumentare delle precipitazioni, riemerge sui giornali un altro passaggio importante delle doglianze segnalate dai 66 firmatari: “Il maltempo è un incubo nell’Isis Flora. «Le scale di sicurezza in muratura esterna diventano un bacino di raccolta delle acque piovane, in caso di forti rovesci le scaricano nei corridoi e laboratori del seminterrato». (cfr Messaggero Veneto 7/11/2010)

Avendo pertanto ripercorso la gravi condizione del nuovo istituto Flora realizzato dalla Provincia di Pordenone con un sostanzioso investimento pubblico, in qualità di Consiglieri provinciali si ritiene doveroso domandare anzitutto all’assessore competente

Se vi sia l’intenzione di approntare e presentare in Consiglio una dettagliata relazione sulla storia, le cause e i progetti di soluzione della situazione in essere.

Più in particolare si ritiene di interrogare il Presidente della Provincia di Pordenone per sapere:

  • In che misura e perché l’analisi della situazione dell’Istituto Flora documentata dalla stampa locale si possa considerare veritiera
  • A chi vadano eventualmente attribuite le responsabilità relative agli errori progettuali evidenziati
  • Quale iter sia stato seguito e quali difficoltà sono state superate sino ad oggi per affrontare i problemi che si sono venuti a creare presso l’Isis Flora
  • Come si intenda procedere per affrontare la situazione attuale

Gli scriventi richiedono risposta scritta.

Con Osservanza.

Giorgio Zanin Fabio Gasparini Angelo Masotti Cristofoli

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