In questi giorni Pordenone è balzata agli onori delle cronache per il salto in avanti dal punto di vista ambientale. Di questa svolta, che aldilà del capoluogo coinvolge un po’ tutto il territorio provinciale, fa parte a pieno titolo chi già negli anni passati ha cominciato ad investire anche personalmente sulle tecnologie di risparmio energetico.

Sulla base delle competenze attribuite alla Provincia dalla Legge Regionale 27.11.2006, n. 24 in materia di energia (art. 20), il Consiglio Provinciale nell’aprile scorso ha approvato un regolamento per destinare appositi contributi a soggetti pubblici e privati (regolamento e modulistica sono reperibili nel sito della Provincia al settore politiche energetiche). Lo stesso regolamento la prossima settimana passerà nuovamente al vaglio del consiglio per alcune integrazioni. Vale la pena dunque segnalare alcuni punti critici che ad una lettura attenta possono ulteriormente migliorarlo. Il punto in questione è relativo ai beneficiari. All’art.3 e all’art.20 vengono infatti esclusi sia gli interventi precedenti il 2008 - nonostante le competenze siano state trasferite alla Provincia già dal 2007 - sia gli interventi realizzati nel 2008 e 2009 per i quali non sia stata presentata domanda apposita. Cosa questa del tutto improbabile, dal momento che i beneficiari avrebbero dovuto inoltrare una domanda in assenza di regolamento, approvato appunto solo nel 2010. In pratica ci troviamo di fronte ad un paradosso: i cittadini che hanno meritoriamente investito per primi nelle nuove tecnologie di risparmio energetico e che con ogni probabilità hanno anche dovuto sobbarcarsi spese superiori alle attuali, si vedono saltati a più pari dai benefici dei contributi a ciò predisposti. E’ una pecca indubbia che merita rimedio. Nei giorni in cui la retroattività pare essere diventato un criterio fondamentale per le leggi dedicate a cittadini “speciali”, perché non applicarla anche ai cittadini semplici e soprattutto ecologici?

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