“Mentre restiamo ancora in attesa di una risposta dopo oltre 50 giorni dall’interrogazione sul mancato rispetto di criteri omogenei nell’attribuzione dei contributi 2009-2010 – afferma il capogruppo PD Giorgio Zanin – questa volta al centro dell’interrogazione c’è il rapporto tra l’operato dovuto della dirigente e quello inquietante della giunta.

Si chiede infatti se la procedura seguita per la concessione dei contributi sia da considerarsi regolare, non avendo in effetti la dirigente prodotto la proposta di graduatoria di merito né l’ipotesi di riparto – rispetto a cui ha parzialmente provveduto la giunta - così come invece prevede la legge 267/2000 per l’ordinamento degli enti locali”.

Infatti un’indagine con la stessa dirigente responsabile del procedimento ha fatto sorgere dubbi, in quanto non sarebbe stata la dirigente a proporre le graduatorie di merito e le modalità di riparto poiché la stessa le dichiarava prerogativa dei politici. Tale affermazione, secondo le opposizioni, sembra tuttavia contraddire il dettato della legge e dei regolamenti, e quindi si sarebbe potuto verificare nei fatti una invasione della politica nelle funzioni dirigenziali o, in caso contrario, una abdicazione della dirigente alle sue funzioni, con svilimento delle stesse a compiti meramente tecnico amministrativi, quindi non adeguati stessa qualifica di dirigente con quanto comporta come onere per la Provincia.

“Tali interrogativi si collocano tra l’altro nel contesto – osserva sempre il capogruppo PD Zanin – di una precipitosa e dunque sospetta modifica del regolamento per l’attribuzione dei contributi stessi. Appositamente predisposto nel 2007 - da attori di maggioranza, va ricordato, che sono rimasti sostanzialmente gli stessi in tutto l’ultimo quadriennio - e applicato fino a tutto il riparto 2010, tale regolamento deve evidentemente essere risultato sino ad oggi pienamente dotato di legittimità giuridica e completezza, oltre che preciso e articolato nella attribuzione delle competenze tra gli attori del procedimento. Le modifiche votate dalla maggioranza in Consiglio non possono dunque che destare qualche retropensiero”.

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