Il caso Aviano

Una petizione on line, ma anche prese di posizione politiche. Già perché nel vertice Nato di Lisbona cominciato ieri, a margine delle questioni ufficialmente affrontate come l’Afghanistan, per il mondo pacifista c’è la seria possibilità che si decida che gli ordigni nucleari che Germania e Belgio non vogliono più sul loro territorio, per ragioni di sicurezza, siano stoccati in Italia, ad Aviano, e in Turchia, a Incirlik, entrambe sedi di basi in cui operano forze armate Usa.

La denuncia è di qualche mese fa e ha determinato una mobilitazione. Il Parlamento è stato investito della questione con una mozione presentata dal Pd, così come il consiglio regionale con una interrogazione di Rifondazione Comunista. Sulla questione ieri è intervenuta anche l’europarlamentare del Pd Debora Serracchiani secondo cui «è inaccettabile che la base di Aviano, a prescindere dal suo ruolo strategico, si trasformi in un deposito di bombe atomiche. Il Friuli e i friulani – ha proseguito – non si sono tirati indietro quando si sono dovuti fare sacrifici per la difesa, anche quando siamo stati la regione più militarizzata d’Italia. Al Governo chiediamo di tener fede all’impegno assunto lo scorso giugno in Parlamento, quando è stata votata all’unanimità una mozione per una progressiva riduzione e eliminazione delle armi nucleari dal territorio europeo: sarebbe assurdo che questo non si facesse a partire proprio dal nostro Paese».

L’argomento approderà anche in consiglio provinciale visto che il Pd depositerà nei prossimi giorni un ordine del giorno che impegna l’assemblea a esprimere al governo contrarietà a quest’ipotesi. «Lo scorso 3 giugno - spiega Zanin - la Camera ha approvato una mozione firmata da tutti i gruppi parlamentari con la quale si impegnava il governo “ad approfondire con gli alleati, nel quadro del nuovo concetto strategico della Nato di prossima approvazione, il ruolo delle armi nucleari sub-strategiche, e a sostenere l’opportunità di addivenire, tramite passi misurati, concreti e comunque concertati tra gli alleati, a una loro progressiva ulteriore riduzione, nella prospettiva della loro eliminazione”. Anche sulla base di queste indicazioni, pare del tutto fuori luogo l’ipotesi che in Italia, ad Aviano e a Ghedi Torre, secondo stime al ribasso, vengano ridislocate 70-90 bombe B-61 con una potenza che va da 45 a 170 kiloton. Il nostro territorio ha sofferto per troppo tempo le servitù militari. Un sacrificio comprensibile solo nel quadro della guerra fredda, conclusa da oltre vent’anni».

Su internet, intanto, la petizione on line promossa dal sito Avaaz.org, che si batte per cause legate alla pace

e all’ambiente, ha raggiunto quasi 30 mila firme, che saranno consegnate oggi al presidente del Consiglio Berlusconi e ai ministri presenti al vertice. L’invito all’Italia è di unirsi a Germania, Olanda e Belgio per chiedere lo smantellamento degli arsenali nucleari esistenti.

Donatella Schettini messaggero veneto 20-10-2010

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