Il Consiglio provinciale di Pordenone,

premesso che

da notizie a mezzo stampa si è appreso che nel corso della riunione dei ministri della difesa che si è tenuta a Bruxelles lo scorso 14 ottobre, è stata approvata la direttiva NATO secondo la quale l'Alleanza atlantica manterrà un arsenale nucleare in Europa;

da notizie a mezzo stampa si è appreso che nel corso di detta riunione alcuni paesi membri – Germania, Olanda, Lussemburgo, Norvegia e Belgio – avrebbero mostrato l'intenzione di porre questo punto all'ordine del giorno della prossima riunione di capi di stato e di governo dei paesi membri della NATO, in programma il prossimo 19-20 novembre a Lisbona, perché contrari alla presenza di armi nucleari sul suolo europeo;

secondo il rapporto "U.S. non-strategic nucelar weapons in Europe: a fundamental Nato debate" presentato a fine ottobre da un comitato dell'Assemblea parlamentare della Nato, non si conoscerebbero con esattezza quante armi nucleari non strategiche gli Usa mantengono in quattro paesi europei, Italia, Belgio, Olanda e Germania;

secondo stime al ribasso citate nel rapporto si parlerebbero di 70-90 testate in Italia, ad Aviano e a Ghedi-Torre e le testate presenti sul suolo italiano sarebbero bombe B-61 con una potenza che va da 45 a 170 kiloton;

secondo lo stesso rapporto vi sarebbe l'intenzione, da parte della Nato, di "raggruppare le armi nucleari in meno località geografiche" e secondo la maggior parte degli esperti "le località più probabili per tale ridislocazione sono le basi sotto controllo Usa di Aviano in Italia e Incirlik in Turchia";

in occasione della riunione dei ministri degli esteri della Nato dell'aprile 2010, sempre secondo il rapporto, mentre Germania, Belgio e Olanda avrebbero sollevato la questione delle armi nucleari Usa in Europa mentre Italia e Turchia sarebbero rimaste in silenzio;

il 3 giugno 2010 la Camera ha approvato una mozione firmata da tutti i gruppi parlamentari con la quale si impegnava il Governo "ad approfondire con gli alleati, nel quadro del nuovo concetto strategico della Nato di prossima approvazione, il ruolo delle armi nucleari sub-strategiche, e a sostenere l'opportunità di addivenire - tramite passi misurati, concreti e comunque concertati tra gli alleati - ad una loro progressiva ulteriore riduzione, nella prospettiva della loro eliminazione.":

considerando

che il nostro territorio, risultando per molti anni il più militarizzato d'Italia, ha sofferto per troppo tempo le servitù militari, un sacrificio comprensibile solo nel quadro della guerra fredda, conclusa da oltre vent'anni

che gli armamenti nucleari sono considerati politicamente un residuo storico da eliminare con gradualità, come affermato dalla stessa mozione approvata da tutte le forze parlamentari e che gli stessi sono considerati moralmente inaccettabili anche dalla tradizione cristiana di cui l'Italia e culturalmente espressione

le effettive limitate responsabilità del Consiglio Provinciale nel merito dell'eventuale decisione rispetto alla ridislocazione di ordigni nucleari presso il territorio provinciali presso la base di Aviano, ma altresì ritenendo opportuno esprimere nel merito un'opinione a nome dei cittadini del territorio rappresentato

Impegna il presidente della Provincia

a chiedere informazioni al governo nazionale per conoscere

- se il Ministro della difesa confermi la notizia circa la possibilità che parte delle armi atomiche della Nato, attualmente dislocate in diversi paesi europei, venga stoccata in Italia;

- se è vero che in sede di riunione dei Ministri degli esteri l'Italia non abbia preso posizione, come sembra abbiano fatto invece altri paesi europei;

- se il governo intenda accettare la presenza di armi nucleari di tale portata sul suolo italiano e se abbiano maggiori informazioni sulla quantità, tipologia e il periodo di stoccaggio di tali armi.

Esprime pubblicamente ai cittadini e al governo nazionale in forma preventiva

l'inaccettabilità che la base Usaf di Aviano, a prescindere dal suo ruolo strategico, si trasformi in un deposito di bombe atomiche, magari perché gli altri Stati europei non le vogliono sul loro territorio mentre noi chiniamo il capo

la propria contrarietà politica e morale allo spostamento di ordigni nucleari presso il territorio pordenonese, essendo assai più logico che un territorio che come il nostro ha tanto sofferto nella storia a causa delle armi, manifesti sempre di più una solida vocazione alla pace

Giorgio Zanin, Rita Bragatto, Michele Padovese (PD), Angelo Masotti, (Libertà Civica, Fabio Gasparini (Italia dei Valori)

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