ORDINE DEL GIORNO

Num. progressivo: ODG03-2010

Primo proponente: Luca Zanut

Presentata il: 08/06/2010

Oggetto: Promozione di energie alternative. Proposta d’installazione “Specchio Lineare”.

Considerato che

  • il solare termodinamico o solare a concentrazione è una tecnologia finalizzata allo sfruttamento dell'energia solare. Genera energia pulita dal calore del sole e ha innumerevoli applicazioni pratiche.
  • la tecnologia attualmente più diffusa per la produzione di energia da solare termodinamico utilizza dei collettori parabolici lineari.
  • le potenzialità del solare a concentrazione potrebbero aumentare considerevolmente se l'energia prodotta in Paesi a forte insolazione come l'Italia fosse promossa e incentivata.
  • Una novità assoluta in questo campo è rappresentata dal progetto realizzato dall’ateneo di Udine

Nome del progetto: SPECCHIO LINEARE

Riferimento: Università degli studi di Udine

Settore di applicazione: energia, ambiente, trasporti, agroalimentare, salute, nanotecnologie, biotecnologie e nuovi materiali.

Referente scientifico: Prof. Hans Grassmann Facoltà di Fisica- Università degli studi Udine – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

L’idea: costruzione e produzione di “Specchi Lineari”. Apparecchiatura dotata di specchi mobili che sfrutta l’energia solare, con una resa molto superiore ai sistemi conosciuti, al fine di ricavare acqua calda, vapore ed elettricità.

Sintesi del progetto: Lo Specchio Lineare ha l’obiettivo di rendere disponibile l’energia solare sia ad uso privato che industriale ad un prezzo più vantaggioso rispetto a quello degli odierni combustibili. La modalità di captazione dell’irraggiamento solare di Specchi Lineari costituisce una novità nel settore: il sistema può essere composto da 20 a 50 specchi piani, ognuno di essi è montato su una cerniera, appositamente studiata, che gli conferisce una specifica inclinazione e posizione nello spazio. Una delle innovazioni più rilevanti che il sistema introduce è l’essere movimentato da due soli attuatori elettromeccanici a bassa potenza sufficienti a orientare simultaneamente tutti gli specchi. I due attuatori, controllati da una centralina elettronica e da un software appositamente sviluppati per il progetto, lavorano simultaneamente al fine di mantenere il fuoco degli specchi sempre puntato sul ricevitore, dalle prime ore del mattino fino al tramonto del sole.

I punti di forza:

  • Costituisce un’innovazione tecnologica nel settore
  • Efficienza costante del sistema durante tutto l’arco della giornata e dell’anno
  • Flessibilità di utilizzo applicando diverse tecnologie per lo sfruttamento del calore (pannello termico per acqua calda, pannello fotovoltaico per energia elettrica, energia per il raffreddamento, turbine a vapore, calore di processo per produzione di combustibili sintetici)
  • Scalabilità dell’impianto (uso privato, edifici pubblici, industrie, aziende agricole, “campi solari”)
  • Semplicità costruttiva basata su un sistema produttivo flessibile ed economico
  • Facile industrializzazione
  • Possibilità d’installazione su qualsiasi superficie architettonica piana. Es. tetti di abitazioni, attività commerciali e capannoni. Semplice integrazione con impianti già presenti nelle strutture
  • Costo stimato della macchina € 7500 ca.
  • Ritorno dell’investimento rapido con costi di esercizio nulli
  • Principio di funzionamento brevettato

Un primo sistema pilota funzionante di 6 kW è stato installato presso l’Azienda Agraria Universitaria di Udine per il riscaldamento di una serra. Il prodotto si presta ad innumerevoli ulteriori innovazioni tecnologiche grazie alla molteplicità delle applicazioni possibili in campo energetico e industriale. “Specchi lineari” si è classificato al secondo posto a StartCup - Friuli Venezia Giulia 2009, competizione regionale riservata ai migliori progetti innovativi.

Chiede al Consiglio e alla Giunta Provinciale, di adottare questa iniziativa per la produzione di energia da fonte solare, mediante cicli termodinamici. L’Istituzione Provincia potrebbe collocare questa macchina presso una struttura di proprietà, rendendola così, modello ed esempio virtuoso di produzione di energie alternative rinnovabili. Il Consorzio Universitario di Pordenone con la facoltà di ingegneria, potrebbe seguirne l’installazione e la facoltà di scienze multimediali curarne la promozione.

Distinti saluti

Luca Zanut


Impegnamo la provincia ad incentivare le iniziative volte alla riduzione dei rifiuti e al loro riciclo totale, privilegiando ipotesi alternative all’incenerimento, la diffusione sul territorio provinciale della raccolta differenziata spinta porta a porta e l’adozione della tariffa puntuale;
di intervenire nei confronti della Regione affinché nei piani di gestione dei rifiuti vengano inserite adeguate linee guida.


Intervento al Consiglio provinciale aperto del 4 febbraio 2010

INTRO

Il tema dell’Università attinge la sua forza dall’essere colonna portante per alcuni snodi strategici:

- il futuro delle generazioni locali

- l’innesto dell’innovazione (e ricerca) con la revisione della vocazione del territorio

Una politica capace di visione deve assumere queste due prospettive e mirare su queste ad ottenere dei risultati concreti con tempi credibili. Si tratta di una operazione non facile, eppure indispensabile. Su questa strada non ci si deve precludere alcuna strada.


PREMESSA - Stante l’esito del tutto incerto del precedente ordine del giorno sul medesimo argomento, il cui voto al Consiglio Provinciale u.s. è stato segnato da una larga astensione e alla fine bocciato con un voto esiguo da parte di una minoranza relativa del Consiglio Provinciale, con l’intento di favorire la più piena e effettivamente maggioritaria espressione del Consiglio Provinciale medesimo, ripropongo all’odg il tema degli OGM, recependo le osservazioni del dibattito che mi avevano portato già in aula a segnalare la piena disponibilità allo stralcio di alcuni degli impegni finali.

Sala Consiliare Provincia di Pordenone- Consiglio Provinciale Aperto

“Consorzio Universitario di Pordenone: quale futuro?”

Ho guardato e continuo a guardare con molta attenzione all’evoluzione in atto nel tessuto economico e industriale del nostro territorio, ma anche al buon contributo che l’università a Pordenone ha portato.

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