SPILIMBERGO. On-line contro il Terminal 2. Finisce sulle pagine del social network Facebook la protesta del comitato “Cittadini per scuola”, contrari alla realizzazione della Terminal 2. “Autostazione di Spilimbergo: non lì, grazie”: questo il nome del gruppo, che conta già un centinaio di iscritti, nato «allo scopo di informare e trovare sostegno». «A Spilimbergo – si ricorda – l’amministrazione comunale, dopo alterne vicende protrattesi dal 1992, è in procinto di realizzare una nuova autostazione delle corriere in un’area confinante con gli edifici scolastici»: una scelta che dal comitato ritengono «scellerata» poiché «nel caso di un futuro aumento della popolazione scolastica la scuola non potrà soddisfare le richieste di iscrizione, problema per ora scongiurato dalla scelta di molte famiglie spilimberghesi di mandare i loro figli a scuola nei paesi limitrofi» per l’assenza di un’area verde («Il cortile della nostra scuola è stato asfaltato nella sua totalità, mentre l’area in cui l’amministrazione intende realizzare l’infrastruttura dei trasporti sarebbe l’ideale per realizzare un parco idoneo allo svolgimento di attività ricreative e didattiche»). Altro problema sottolineato dal comitato è quello della sicurezza: «Le autostazioni sono solitamente sporche e frequentate da individui di dubbia integrità morale. Non siamo contrari alla realizzazione dell’autostazione – sottolineano –, siamo contrari a qualsiasi opera che questa amministrazione intenda realizzare nell’area interessata e non sia dedicata allo sviluppo della scuola». L’ultima perplessità riguarda la provvisorietà dell’opera dichiarata dall’amministrazione. A tale proposito la consigliera provinciale del Pd Rita Bragatto, cofirmatario Giorgio Zanin, ha presentato una mozione al presidente della Provincia Alessandro Ciriani con la quale si invita il consiglio provinciale a trarre giovamento dalle recenti norme sul federalismo demaniale per risolvere lo spinoso problema dell’autostazione di Spilimbergo. L’invito è a «interessarsi della linea ferroviaria Casarsa - Pinzano, da tempo dismessa». Tenuto conto che lungo il percorso si trova la stazione ferroviaria di Spilimbergo, l’esponente del Pd chiede che la Provincia si faccia carico della sua acquisizione in modo da renderla disponibile come autostazione per le corriere.

Guglielmo Zisa - Messaggero Veneto — 13 luglio 2010 pagina 11 sezione: PORDENONE

PREMESSA:

La Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione nei confronti della donna (Cedaw), adottata a New York il 18 dicembre 1979, ma in vigore in Italia dal 1985, prevede che gli Stati prendano, in ogni campo, provvedimenti “al fine di assicurare il pieno sviluppo ed il progresso delle donne e garantire loro, sulla base di piena parità con gli uomini, l’esercizio e il godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali” (art. 3). Ciò che questo documento vuole raggiungere è la parità “di fatto” (e non solo giuridica) tra uomini e donne, anche attraverso misure temporanee e azioni positive (cioè misure specifiche diseguali destinate a ridurre gli svantaggi derivati dall’appartenenza a gruppi sociali “svantaggiati”).

Lettera del consigliere Zanut all'assessore Zorzetto. Chiesti incentivi che consentirebbero alle famiglie di risparmiare

Ogni anno 3.285 tonnellate. I democratici sollecitano l'ente intermedio

Ogni anno 3 mila 285 tonnellate di rifiuti in provincia di Pordenone vanno a finire in discarica o nell'inceneritore. Si tratta di pannolini per neonati, un rifiuto attualmente indifferenziato e che comporta costi significativi per le società di gestione e le amministrazioni comunali. Ogni neonato, infatti, "produce", in 365 giorni, una tonnellata di pannolini sporchi. Per le famiglie, l'acquisto dei pannolini "usa e getta" comporta un onere di circa 2 mila euro.
Da qui la proposta del consigliere provinciale del Partito democratico, Luca Zanut, di promuovere, nel Friuli occidentale, l'uso dei pannolini ecologici che, se unitariamente hanno un costo superiore rispetto a quelli "usa e getta", nel tempo comportano risparmi significativi, anche dal punto di vista dello smaltimento dei rifiuti, visto che viene gettata solo la parte che effettivamente si sporca.

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