GRUPPO CONSILIARE PROVINCIA DI PORDENONE
QUATTRO ANNI
IN CONSIGLIO PROVINCIALE
GIUGNO 2009 – MAGGIO 2013
 
Sono passati 4 anni dalla mia elezione in Consiglio provinciale.
Al momento di lasciare l’incarico di Consigliere Capogruppo (in allegato la mia lettera di dimissioni), aggiornando la linea
tracciata con le relazioni diffuse dopo il primo e il secondo anno di attività – alle quali rinvio per chi desiderasse approfondire
nel merito – ritengo utile tracciare un quadro sintetico del lavoro svolto in questo periodo dal Gruppo, così da poter
condividere il percorso e trarre considerazioni politiche ad indicazione a sostegno di chi lo proseguirà.
L’ATTIVITÀ
La presenza mia e del gruppo in aula in questi quattro anni è stata quasi completa.
Proposte e discussioni in Consiglio non sono mai mancate proprio da parte della minoranza. La durata stessa delle assemblee
– attorno alle tre ore – è frutto perlopiù della discussione organizzata e puntuale condotta quasi sempre a più voci –
valorizzando competenze e capacità individuali – proprio da parte dell’opposizione. Che ha continuato a lavorare sempre
programmaticamente ed efficacemente insieme.
Trarre le somme politiche di questa attività in aula non è difficile. L’alto gap numerico tra maggioranza e opposizione
(16 a 8) ci ha sostanzialmente impedito di far valere le nostre idee in sede decisionale.
Nonostante ciò, i risultati sono stati cercati con costanza per varie strade:
1. attraverso l’azione preventiva di dialogo in Conferenza capigruppo
2. per determinate votazioni, con contrasti regolamentari e il far venir meno il numero legale, con conseguente scioglimento
dell’assemblea
3. insinuandosi con le proposte tra le pieghe di una maggioranza via via meno compatta, solleticando divisioni di campo
che in qualche caso sono diventate laceranti
A questo proposito c’è da rilevare che in questi ultimi due anni le fibrillazioni politiche locali e nazionali hanno portato a
numerosi cambiamenti nella compagine consiliare e di giunta. Ricordo i fatti principali:
 in Giunta sono stati estromessi dal Presidente gli assessori Pedicini e Zorzetto
 l’UDC ha cambiato il proprio assessore – Callegari al posto di Bressa – ed ha accentuato il suo conflitto con la Lega
Nord, accrescendo di fatto la sua perifericità nell’ambito della Giunta
 il consigliere Zanusso (ora FLI) è uscito dal gruppo della Lega Nord ed è entrato nel gruppo misto
 il ruolo di capogruppo della Lega Nord è passato da Bortolotti a Dal Bianco, con trasformazioni ed equilibri interni
evidentemente burrascosi
 il presidente Ciriani è praticamente “uscito” dal PDL
 il capogruppo PDL Sartori di Borgoricco si è dimesso dall’incarico ed è entrato nel gruppo misto
Questi dati evidenziano perciò, a fronte di una sostanziale stabilità sul fronte del centrosinistra, una profonda trasformazione
del quadro politico all’interno della maggioranza. Cosa su cui sarebbe bene riflettere per ulteriori iniziative volte, perché
no!, anche a ridisegnare confini e rapporti politici a carattere locale.
Data la natura sintetica di questa relazione, elencare dettagliatamente i nostri interventi sarebbe molto lungo. Ci siamo
occupati di temi di contenuto e di orizzonte territoriale – ivi comprese ad esempio l’università o le infrastrutture strategiche
in senso regionale - che nella nostra idea di Provincia avrebbero dovuto vedere l’Ente come un centro propulsivo e di integrazione
per i servizi di area vasta. Cosa che evidentemente l’attuale amministrazione ha sempre coltivato in misura assai
ridotta se non nulla, parendo preferire a volte piuttosto un modello competitivo con i comuni piuttosto che di indirizzo verso
la Regione.
Ci siamo ovviamente occupati soprattutto di temi specificamente amministrativi (secondo una specifica divisione di
compiti/responsabilità all’interno degli otto consiglieri di minoranza, stabilite per competenza/motivazione senza guardare
allo schieramento politico di appartenenza): strade, turismo, sicurezza, appalti informatici, fondi sociali, scuole, vigilanza ittico
venatoria, agricoltura, montagna, cultura, patrimonio, cura dell’ambiente, rifiuti, trasporti… tanto per citarne alcuni.
Con la presenza assidua sui quotidiani locali e con le iniziative di comunicazione apposite, come le conferenze stampa di fine
anno, abbiamo sempre provato a dare risalto alla nostra azione, accompagnati in questo dall’aiuto fondamentale di chi ha
curato stabilmente la rassegna stampa quotidiana. A questo proposito non riteniamo d’esser sempre stati accompagnati in
forma adeguata da tutte le testate locali, anche se forse questo limite accompagna l’intera attività del Consiglio Provinciale,
le cui convocazioni vedono l’aula praticamente deserta, fatta eccezione per qualche addetto ai lavori e in qualche circostanza
o sollecitazione particolare. Come ho già avuto modo di evidenziare, in questa condizione il dibattito, pur ampio e qualificato
impostato a volte dalla nostra azione, si rivela in certa misura privo di un reale seguito. Su questo, posto che il Consiglio
Provinciale abbia un futuro, rimane sul piatto l’esigenza di riflettere ed impostare una strategia adeguata, tesa ad amplificare
la nostra azione d’opposizione fuori dall’aula. Siamo sempre stati disponibili verso circoli e organismi provinciali ricercandone
sollecitazioni e spunti che non sempre sono arrivati nei momenti opportuni: forse a dimostrazione della distanza
tra ente intermedio e comunità locali.
Qui in ogni caso resta lo spazio per una considerazione: il trattamento informativo di bassa levatura riservato al Consiglio
per tanti versi stride sia con le risorse che l’amministrazione provinciale impegna per la comunicazione istituzionale, sia per
il trattamento di favore riservato in modo evidente da talune testate all’Amministrazione stessa, per la cui abbondante esposizione
devono pur contare evidentemente proprio le spese di pubblicità istituzionale, oltre che il disegno strategico della
Presidenza a sostegno di talune iniziative mirate al contesto informativo, come ad esempio il giornale On-line Pordenone
Oggi. Ad ogni modo noi abbiamo cercato di fare il possibile e il materiale perciò sarebbe veramente abbondante.
Per un quadro dettagliato delle iniziative e dei lavori d’aula, rimando in ogni caso alla relazione che certamente il gruppo
saprà predisporre al termine del mandato nel 2014. Per parte mia sottolineo alcuni aspetti del nostro lavoro, che a mio parere
qualificano in particolare gli ultimi due anni di attività d’opposizione.
 
1. IL METODO DI LAVORO - Un primo elemento da sottolineare è ancora certamente il metodo di lavoro che abbiamo
continuato ad utilizzare in questi anni, contrassegnato da alcuni punti di forza:
a) un percorso coordinato e unitario con l’intera opposizione
b) un presa costante sulla realtà e il funzionamento dell’ente provincia
c) la ricerca di un significativo impatto informativo
d) un approccio politico collaborativo a 360°
Lo stile di lavoro collaborativo, aperto, volto ad approfondire le questioni e non mai disponibile a mollare nel merito, costituisce
indubbiamente sin dalla prima ora un nostro elemento distintivo all’interno della scena consiliare, là dove hanno continuato
a sembrare assenti, per gran parte dei Consiglieri di maggioranza, lo studio dei provvedimenti in votazione se non
addirittura la volontà/capacità di intervenire nel merito. E questo la dice lunga sia sulla necessità dell’Ente intermedio sia
sull’atteggiamento dei “rappresentanti politici” verso la cittadinanza.
Sottolineare l’importanza del metodo è per me fondamentale. Sia perché buoni frutti crescono da piante ben coltivate, sia
perché la stagione politica che attraversiamo indica certamente la necessità di formare una classe politica capace di interpretare
in modo nuovo il proprio ruolo. Una classe politica che prende forma dentro le esperienze concrete, che diventano perciò,
com’è sempre stato, il luogo indispensabile di formazione.
 
2. IL RAPPORTO CON IL TERRITORIO - Un secondo elemento che va sottolineato è certamente la costanza nel
cercare di raccordare l’attività consiliare con i territori. A tal proposito sono stati numerosi gli incontri con gli amministratori
locali e i circoli del partito e non solo, volti a mantenere fermo l’impegno elettorale fondato sullo slogan “La Provincia a
servizio dei Comuni”. La raccolta delle necessità, gli spunti e gli orientamenti giunti dai territori sono stati una delle principali
risorse della nostra azione, a conferma dell’utilità di una struttura di partito radicata nel territorio - al nostro fianco IdV
e Libertà Civica in questo senso hanno confermato un’inevitabile differenza di forza prima ancora che di stile - sulla cui
spina dorsale si gioca dunque la capacità di proposta e azione dell’intero centrosinistra anche provinciale. Il culmine di questa
attività è costituito senza dubbio dall’azione qualificata che ha portato la nostra opposizione a formulare numerosi emendamenti
ad ogni scadenza di presentazione del Bilancio programmatico dell’ente Provincia. La lista sarebbe lunghissima.
Anno per anno i nostri emendamenti hanno posto questioni di merito che in qualche caso hanno messo in difficoltà la
stessa maggioranza, e che in qualche caso hanno avuto persino l’approvazione (scontatamente per provvedimenti che non
spostavano la spesa).
Un esempio senza dubbio emblematico delle relazioni tra Gruppo Consiliare e territorio può essere l’azione svolta recentemente
a proposito della questione delle Casse d’espansione sul Livenza. L’azione di contrasto, partita dagli Ecologisti
Democratici, è stata da noi raccolta attraverso le istanze e gli approfondimenti di merito promossi dal Circolo PD di Prata e
trasformati in un ben congegnato Ordine del Giorno accompagnato politicamente con l’accordo della componente UDC in
Consiglio. Tale iniziativa da un lato ha creato una lacerazione nella maggioranza Consiliare tra Lega Nord, PDL e UDC,
dall’altro ha sortito l’effetto di una vera contraddizione politica in casa della stessa Lega Nord - astenuta in sede di Consiglio
Provinciale a fronte di una netta contrarietà sull’opera espressa proprio dall’amministrazione di Prata a guida Lega
Nord (Maccan, Consigliere Provinciale e vicesindaco a Prata) e poi anche da quella di Pasiano di Pordenone (con il vicesindaco
Dal Bianco Consigliere Provinciale Capogruppo, oltre che segretario provinciale), perdipiù in aperto contrasto con la
linea seguita dallo stesso partito in regione Veneto –. Contraddizioni su cui hanno evidentemente incalzato le nostre compagini
municipali di minoranza nei rispettivi comuni, con polemiche ed evidenti rimbalzi politici a nostro favore di cui le
cronache giornalistiche ancor oggi portano memoria. La nostra azione di coordinamento in tal senso è stata contrassegnata
proprio dalla messa a disposizione dell’OdG ai gruppi consiliari comunali lungo l’asta del Livenza e a Pordenone, così da
dare corso ad una vera e propria battaglia corale di territorio da parte del Partito Democratico. Un’esperienza positiva di collaborazione
di cui far tesoro insomma.
 
3. UN’AZIONE ESEMPLARE - Tra i risultati sicuramente più importanti e caratterizzanti il nostro lavoro
d’opposizione, il posto di rilievo è senza dubbio occupato dall’azione intrapresa tra 2011 e 2012 sulla questione dei contributi
per gli impianti fotovoltaici ad uso domestico. Una battaglia che abbiamo condotto senza risparmio, per assicurare
l’applicazione di un criterio di distribuzione dei soldi pubblici equo e giusto. Un pasticcio di cattiva amministrazione che
abbiamo sventato, evitando che oltre 800 mila euro venissero assegnati a pochi “eletti” da un regolamento mal concepito e
applicato. Un percorso leale di partecipazione che ha mirato a coinvolgere direttamente, prima in assemblea, poi con modalità
condivise, il più ampio numero di famiglie e di soggetti tra quanti interessati – circa 800 – alla contribuzione. Un percorso
su cui alla fine le nostre idee, la nostra capacità di organizzazione e di mediazione con assessore e dirigente hanno
prevalso, costringendo l’amministrazione provinciale al ritiro di graduatorie di assegnazione già pubblicate on-line e quindi
ad affrontare le lungaggini dei ricorsi con cui qualche ipotetico beneficiario della prima ora ha cercato invano di tutelare il
proprio egoismo. Un risultato esemplare di buona politica che ci è stato riconosciuto apertamente da tanti cittadini, prima
ancora di vedersi assegnato il contributo da cui precedentemente erano stati estromessi. Un percorso che fa capire
l’opportunità di prendere più spesso l’iniziativa apertamente di fronte ai cittadini, coinvolgendoli su battaglie che restituiscono
loro fiducia nei confronti delle istituzioni oltre che nei partiti.
Può sembrare di minor conto, e invece va sottolineato, il ruolo che abbiamo sollecitato a svolgere all’unico consigliere
donna (del nostro schieramento) che ha incalzato l’Amministrazione sia sulle questioni di pari opportunità di genere che su
temi specifici relativi alla condizione femminile: il tema dei diritti è proprio della nostra cultura e non dovrebbe mai venire
ceduto alla parte avversa.
 
4. LE BATTAGLIE PER LA QUALITA’ DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - Alcune battaglie legate ad
aspetti interni alla macchina amministrativa della Provincia più di altre hanno indubbiamente segnato addirittura la compagine
organizzativa dell’ente. Oltre al riposizionamento organizzativo del dirigente Bergnach, sindaco di Roveredo, da noi
espressamente sollecitato per l’incarico in evidente conflitto di interessi, è giusto ricordare l’azione svolta per mettere in discussione
scelte a nostro avviso gravemente sbagliate – nostro l’esposto sulla nomina a dirigente del comandate della polizia
provinciale Grandin – o assolutamente discutibili, come il nostro “assedio” triennale relativo al riparto di contributi per le
opere pubbliche, alla cui diatriba non può a nostro avviso essere estraneo sia il cambio di organigramma e di incarichi degli
assessori, sia la richiesta di trasferimento, poi effettivo, della dirigente preposta. Di non poco conto infine anche la lunga
battaglia ingaggiata sugli esiti della Sentenza della Corte dei Conti del 21 febbraio 2008 per il recupero di erogazioni illegittime
ai dirigenti della provincia, il cui accomodamento conclusivo pare segnato dalla volontà di evitare strappi interni
all’ente più che dalla volontà di dare riscontro pieno alla sentenza. Infine, nell’ambito della revisione di spesa, la ragionevole
proposta, ad oggi negata per ragioni non mai chiarite, di tagliare incarichi onerosi all’interno della pubblica amministrazione,
in primis quello facoltativo di direttore generale della provincia, unico in regione, a carico del segretario generale.
 
5. LE ATTIVITA’ DI CULTURA POLITICA - La continuità dell’azione di approfondimento di temi e questioni
politiche in forma pubblica è stata segnata, dopo i numerosi appuntamenti pubblici degli anni precedenti sui temi della semplificazione
amministrativa (con Enrico Morando), sull’immigrazione (con Gianantonio Stella), sull’acqua pubblica (con
Riccardo Petrella), sull’evoluzione politica del centrosinistra (con il -già-vicecapogruppo PD alla Camera Alessandro Maran),
sugli sviluppi della crisi economica a proposito del volume di Edmondo Berselli “L’economia giusta” con qualificati
interlocutori del territorio (con il prof. Francesco Marangon dell’Università di Udine, Arturo Pellizzon segretario UST
CISL, Gianluca Pinna presidente di Apindustria Pordenone, Ferruccio Nilia, della Rete di Economia Solidale FVG), da ulteriori
appuntamenti come le presentazioni dei volumi “La libertà degli Schiavi” del prof. Maurizio Viroli (con l’autore a
Cordenons) e “Salviamo l’Italia” di Paul Ginsborg (a San Vito, con Giuliana Pigozzo, segretaria CGIL Pordenone, Sergio
Bolzonello, sindaco di Pordenone, Virgilio Majorano, presidente Confcooperative), dal Convegno sul tema dei rifiuti “Riciclo,
dal passato al futuro” (con il dirigente preposto della Provincia Sergio Cristante, l’esperto bresciano Massimo Cerami,
Enzo Gasparutti di IdealService di Pasian di Prato, Isaia Gasparotto di Ambiente e Servizi, Marco Tullio Petrangelo di
Snua, e l’Assessore Provinciale Alberto Zorzetto), dall’appuntamento “Cambiare il presente per sognare il futuro” ad Aviano
con Pippo Civati e Debora Serracchiani. Un’attività che, pur se decisamente rallentata nel 2012 in forza degli appuntamenti
politici in calendario – voto amministrativo in primavera e poi fase delle primarie in autunno – ha sempre contraddistinto
la volontà del gruppo di tracciare la propria iniziativa attraverso forme di approfondimento e confronto che sollecitassero
scelte culturali e politiche innovative. Anche quando sono via via sfumati alcuni importanti appuntamenti che avevamo
cominciato a delineare, come ad esempio l’importante convegno sul turismo in provincia, in collaborazione con il comune
di Aviano (puntando su Piancavallo). Una traiettoria che ha comunque sempre raccolto partecipazione adeguata e che ha saputo
innestare nella nostra azione sia la qualità dell’apertura, sia la fiducia per alcune battaglie politiche anche nel nostro
territorio. Un’attività dispiegata, è bene ricordarlo, con le scarse risorse messe a disposizione del gruppo Consiliare, complessivamente
intorno ai mille euro all’anno, usate spesso in forma condivisa anche con gli altri gruppi di opposizione.
 
6 . LA PRESENZA NEL PARTITO - Un ultimo aspetto che vale la pena sottolineare è il percorso di informazione e di
maggior coinvolgimento dei Consiglieri Provinciali all’interno dello stesso Partito. A partire dall’invito alle assemblee provinciali,
dal momento che abbiamo da subito auspicato la loro presenza in quanto legittima e opportuna sia dal punto di vista
del ruolo, sia per un pieno dispiegamento delle risorse del partito stesso. Sino alla possibilità offerta al Gruppo stesso, in
primo luogo nei circoli e con l’opportuna assemblea provinciale appositamente dedicata e poi anche con i nuovi strumenti di
collegamento informatico, di poter presentare al Partito i dati e il senso del nostro impegno. Una rotta di condivisione che
andrebbe perseguita anche per gli altri contesti, in primis il livello regionale.
Il quadro delineato, come ho già precisato, è necessariamente limitato. Molti spunti potrebbero venire dall’analisi delle
attività di ulteriori organismi quali le commissioni consiliari o gli organi esterni al Consiglio come il Consorzio Universitario
e l’UPI (Unione delle Province Italiane), dove il nostro rappresentante Luca Zanut ha operato con continuità e qualità
pur nelle fasi di cambiamento che gli organismi hanno attraversato. La fine del mandato permetterà di delineare considerazioni
adeguate.
 
7. CONSIDERAZIONI CONCLUSIVE - Concludo questa breve relazione con qualche considerazione di carattere istituzionale
e politico fondata sull’esperienza di questi quattro anni.
Data la circostanza di chiusura del mio mandato elettivo e la contestuale stagione politica, confermo anche a voi, con onestà
intellettuale, la convinzione maturata sulla scarsa utilità dell’assemblea di cui sono stato parte. E’ un dato che si innesta
pienamente all’interno della revisione degli assetti istituzionali per cui anche la neopresidente Serracchiani si è espressa
programmaticamente. L’eliminazione delle Province è una controversia su cui abbiamo avuto modo di misurarci anche in
sede di Consiglio e sulla quale l’anno passato, nell’ambito della recente stagione dei lavori della “Commissione Pedicini”,
abbiamo posto con chiarezza e in modo vincente un ostacolo politico insormontabile alla votazione di una mozione a difesa
del sostanziale status-quo.
Ora al termine dell’esperienza, mentre la nuova amministrazione regionale e lo stesso Governo nazionale si apprestano a
metter mano alla delicata riforma, desidero mettere qualche punto fermo: così com’è il Consiglio Provinciale serve a poco.
Numero e qualità delle nostre convocazioni e deliberazioni in quattro anni sono una dimostrazione evidente che si può e occorre
fare diversamente. Mi pare fondamentale dirlo con chiarezza per sostenere processi di rinnovamento. Uscendo però
anche dal pericolo di trovare nello scioglimento delle province un capro espiatorio opportunistico nella difficile stagione di
fiducia nelle istituzioni e nella classe politica. In primo luogo perché, sempre per la mia esperienza, la soppressione
dell’ente ad elezione diretta ridurrebbe assai poco i cosiddetti costi della politica, dal momento che, almeno a Pordenone,
ogni consigliere provinciale costa ogni anno al lordo meno di quattromila euro. In secondo luogo perché il vero nodo da affrontare
in una riforma è quello della gestione delle politiche di area vasta, un tema che non può riguardare solo le province
ma molti altri soggetti, a partire dall’atteggiamento aperto e di evoluzione amministrativa con cui le stesse realtà municipali
dovrebbero affrontare le questioni dei servizi, per il bene dei loro stessi cittadini.
Concludo perciò proprio con una considerazione conseguente, esprimendo particolare preoccupazione per la sorte, ancora
assai poco discussa nell’ottica del riordino istituzionale, del personale attualmente in servizio presso la Provincia, sulla
cui competenza e sul cui destino si fondano imprescindibilmente proprio alcuni servizi al territorio. Capire che fare per non
disperdere patrimonio umano e competenze è una qualità che la politica migliore deve assolutamente far emergere.
 
8. RINGRAZIAMENTI – La lista non può che partire dai miei compagni di squadra in questa avventura: Alfredo, Luca,
Luciano, Michele e Rita in rigoroso ordine alfabetico, a cui vanno di fatto aggiunti, praticamente sullo stesso piano, anche
Angelo Masotti e Fabio Gasparini. Lavorare con loro è stato un piacere e un onore, perché hanno sempre manifestato condivisione
dello spirito di servizio, disponibilità a lavorare insieme e capacità in crescita, rendendo il mio incarico di coordinamento
dell’intera opposizione quasi sempre sciolto ed efficace. Sono certo che la stima reciproca maturata in questa esperienza
politica ha preso forza anche a livello umano, e ciò è indubbiamente per me un fatto tutt’altro che secondario.
A loro auguro di proseguire l’esperienza fino in fondo in modo costruttivo e collaborativo, accogliendo al meglio chi
prenderà il mio posto come consigliere provinciale e continuando a favorire il lavoro di chi verrà individuato nel ruolo di
Capogruppo.
Accanto a loro un grazie particolare va a Paolo Casarotto, che ci ha generosamente assistito con costanza nella stesura
della rassegna stampa e in generale in tutte le iniziative e così pure a quanti nei territori hanno saputo affiancare il nostro lavoro
con passione e competenza, alimentando l’idea che condividere le responsabilità non è un problema organizzativo o
un’ombra per qualcuno, ma una risorsa e una spinta per ottenere risultati migliori.
 
E’ soprattutto grazie a loro che concludo l’esperienza soddisfatto del mio impegno.
Resto naturalmente a disposizione dell’intero territorio provinciale anche nella nuova veste istituzionale di Deputato.
 
Giorgio Zanin
GRUPPO CONSILIARE PORDENONE
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