Replicare al presidente Ciriani è un mestiere spesso vano. Difficilmente quando uno si accalora riesce ad ascoltare. Tant’è che finisce per rispondere anche quando non è chiamato in causa direttamente. Tuttavia dopo le uscite odierne sui giornali per amor di verità occorre precisare alcuni punti.

1. Chi ha assistito alla conferenza stampa delle opposizioni provinciali di martedì 21 potrà confermare che l’intera esposizione si è concentrata non sulle polemiche ma sul racconto dell’azione di controllo e di proposta. Con stile sereno e positivo. E’ stato evitato ogni riferimento al bilancio, la cui discussione è in programma oggi. Il tema dello spreco non è stato dunque in alcun modo sollevato a proposito del bilancio, ma è legato alla domanda giornalistica sull’utilità reale della provincia. Abbiamo risposto che dopo 18 mesi di attività consiliare, prevalentemente trascorsa ad approvare regolamenti, è cresciuta in noi la sensazione che l’ente provincia così com’è attualmente possa essere uno spreco. Se n’è parlato in generale e non con riferimento a Pordenone. Tutto il resto è solo pepe giornalistico. Posso assicurarlo.

2. Nessun pressapochismo per l’uso “inconsueto” della sala stampa della provincia da parte dell’opposizione. Tuttaltro. Avevamo chiarito in anticipo la questione con il presidente del Consiglio Zambon analizzando proprio il regolamento, e tuttavia la sala ci era stata concessa a pagamento. Cosa imbarazzante per un impiego di stretta derivazione consiliare. Dopo un chiarimento con gli uffici al fine ci è stata concessa giustamente in forma gratuita. Abbiamo riferito l’accaduto come aneddoto rispetto alle fatiche del lavoro d’opposizione ed abbiamo per altro invitato i corrispondenti dei giornali a verificare i diritti delle opposizioni nelle altre realtà provinciali della regione, così da offrire un’utile comparazione.

3. Infine la questione dell’acquisto di “cravatte a chi gira nudo”. Nel corso del 2010 abbiamo ripetutamente sollevato in consiglio la difficoltà attraversata dalla scuola nella nostra provincia. Abbiamo proposto che la Provincia metta mano alle sue risorse per aiutare in qualche modo le realtà di base dell’istruzione. Ci è stato risposto che le scuole dell’obbligo non sono competenza della Provincia. A noi la cosa pare vera solo sul piano strettamente amministrativo. Ragioni di possibilità e opportunità a nostro giudizio dicono altro. Inoltre, per stare nella metafora, le lavagne multimediali di cui proponiamo l’acquisto da parte della Provincia per le scuole dell’obbligo, sono strumenti che spingano l’innovazione scolastica e dunque non sono cravatte ma scarpe necessarie per marciare speditamente verso il futuro. La nostra proposta si basa sulla disponibilità – in tutta sicurezza per il bilancio - di oltre 4 milioni di euro disponibili grazie ai dividendi ATAP. Cifra che invece che essere impiegata, viene lasciata a far muffa. Evidentemente in attesa che le parti politiche – PDL e Lega – si accordino su come impiegare la torta. In pratica i giochi dei partiti vengono prima delle scarpe per far camminare la scuola. Vista questa situazione di empasse-disaccordo, c’è almeno da rincuorarsi che non siano state vendute le quote ATAP per ricavi supposti oltre i 150 milioni di euro: quale imbarazzo si sarebbe creato di fronte all’impiego di una torta così grande?

Continuando a navigare, accetti l'uso dei cookie, anche di terze parti per migliorare e personalizzare la tua esperienza di navigazione sul sito. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca QUI