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    Sono un'insegnante in pensione del biennio della secondaria di secondo grado. 1) La scuola raccoglie ragazze e ragazzi che provengono da molti Paesi,  Alcuni studenti hanno  frequentato la scuola italiana dalle primaria, altri sono entrati nel percorso scolastico più tardi. In ogni modo sono poche le famiglie che possono sostenere le figlie/i figli per lo svolgimento dei compiti a casa. E' necessaria una rete di doposcuola gratuiti o a basso costo gestiti dal pubblico, laici, diffusi nel territorio, in ambienti adatti all'apprendimento che sostenga le studentesse/gli studenti nello studio pomeridiano. Il personale di questi doposcuola, preparato attraverso un corso di formazione e seguito durante le prime fasi da personale competente, dovrebbe essere pagato. 2) Per ragazze/ragazzi, preadolescenti o adolescenti, arrivati da poco in Italia senza conoscere la lingua italiana, andrebbero attivati dei doposcuola per l'apprendimento della lingua italiana con pochi frequentanti per corso. L'alternativa sarebbe quella di affiancarli ad un insegnante di sostegno durante le ore di scuola.Spesso per queste/i ragazze/ragazzi il triennio della scuola secondaria di primo grado e il biennio della scuola secondaria di secondo grado sono assai difficili, se non impossibili. Sarebbe opportuno trovare una soluzione che permetta loro di apprendere i contenuti delle materie scolastiche, rivedendo il linguaggio dei libri di testo e adattandolo alle reali situazioni. Un insegnate che dovesse fare questo lavoro, dovrebbe essere alleggerito nel numero di ore di insegnamento. Probabilmente questa soluzione prevede un intervento statale e non regionale. In ogni modo il Friuli Venezia Giulia, Regione davvero speciale, sensibile da molto tempo alle differenze linguistiche, crocevia di molti mondi culturali da migliaia di anni, può farsi portavoce di esigenze che non possono aspettare. Se queste/i  ragazze/i non saranno seriamente presi in carico da chi fa politica, saranno risorse perse e deluse.Sono molti anche gli studenti figli di un italiano e di una straniera, o viceversa. Anche per loro sarebbe utile attivare un percorso di aiuto scolastico.Anche gli studenti italiani in difficoltà potrebbero accedere a doposcuola o al sostegno. Penso ad una semplice segnalazione da parte dei loro insegnanti, senza certificazione, da fare il prima possibile nel percorso educativo e che permetta alle/ai ragazze/i di colmare le lacune e di poter procedere in autonomia, invece di essere additati per anni come incapaci.Oggi sono tante le realtà sul territorio che fanno doposcuola, però manca una regìa. Inoltre alcune di queste realtà sono a pagamento e il costo per la frequenza è talvolta alto, oppure sono realtà tenute in piedi da volontari, senza un interessamento attivo, nella didattica, di Comuni e Regioni. In ogni caso non c'è, per quel che so, un collegamento tra scuola, famiglia e doposcuola o se c'è è casuale, frammentario. Si tratta di credere nella capacità di recupero là dove è possibile.Buona fortuna per la politica Patrizia C.
  • Troviamo il modo di utilizzare i rifugiati in lavori di pubblica utilità (pulizia strade, rifiuti abbandonati, ecc.) andando oltre i Read More
    Troviamo il modo di utilizzare i rifugiati in lavori di pubblica utilità (pulizia strade, rifiuti abbandonati, ecc.) andando oltre i vincoli burocratici che lo impediscono, per riuscire a valutarli, premiando chi si impegna di più con un compenso simbolico, l'offerta di un'eventuale occupazione e magari la possibilità di guadagnarsi il permesso di soggiorno.In questo modo potremmo dare un senso alle loro giornate interminabili senza far niente.Può essere anche un modo per vedere chi, tra gli italiani disoccupati che potrebbero protestare, è effettivamente interessato a rioccuparsi.Sarà un'idea anche banale, ma non vedo grande impegno per dare una soluzione a questo grande problema degli immigrati. Mirco Z
  • Creare una vera integrazione tra scuola mondo del lavoro con scambi di informazioni ed esperienze tra i due mondi che Read More
    Creare una vera integrazione tra scuola mondo del lavoro con scambi di informazioni ed esperienze tra i due mondi che oggi sono troppo distanti. Questo genera maggiore autostima ed aiuta ad affrontare meglio i tempi difficili. Denis I
  • Personalmente non ho nessun suggerimento da dare a Sergio, non mi sento all'altezza, dico solo Forza Sergio sei tu la Read More
    Personalmente non ho nessun suggerimento da dare a Sergio, non mi sento all'altezza, dico solo Forza Sergio sei tu la nostra speranza. Vai che c'è la facciamo. Virgilio A
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