Simboli nazisti "in vista" per riflettere

Il Comune ha deciso di non cancellare i segni di deturpazione sulle gigantografie di Cito

Le scritte comparse lo scorso fine settimana sulle gigantografie opera del fotografo della Associated Press, Pier Paolo Cito - che sono esposte in centro ad Aviano e nell'area giochi attrezzata per bambini in centro a Marsure - stanno facendo discutere, tanto più che l'amministrazione comunale ha deciso di lasciare ben evidenti i segni di deturpazione, in modo da far riflettere non solo sulla guerra, come si voleva, ma anche sugli episodi dilaganti di intolleranza.

Sull'argomento interviene anche il direttivo del Partito democratico, che stigmatizza l'accaduto: «La stupidità - spiega il direttivo - riappare ad Aviano, dove qualcuno ha imbrattato le gigantografie di una mostra, che invitava a meditare sugli orrori della guerra! Forse è vero che non si tratta di teppismo politico, ma almeno un paio di elementi debbono fare riflettere: periodicamente ad Aviano appaiono, sui muri del nostro Comune, espressioni di stupidità politica di varia coloritura. Già in passato il Duomo di Aviano è stato oltraggiato da scritte di insofferenza nei confronti di un ex parroco. Ora coloro che si sono "esibiti" in questa deprecabile circostanza, con svastiche, croci celtiche e quantaltro - chiariscono ancora dal Pd avianese - non sono diversi da quei pseudo tifosi (condannati da tutti) che recentemente hanno attuato quell'indegno atteggiamento a Bucarest, in occasione della partita di calcio Bulgaria Italia, offendendo in questo modo non solo i tifosi della nostra Nazionale, ma tutti gli Italiani».

In linea con quello che è il pensiero dell'amministrazione comunale, il Partito democratico, oltre a condannare l'accaduto, chiede aiuto agli avianesi, affinchè non sottovalutino simili episodi. «Queste provocazioni non possono essere sottaciute, né tantomeno sottovalutate» ribadiscono, e sottolineano: «Gli autori vanno individuati e chiamati alle loro responsabilità: qualche tempo in comunità o ai servizi socialmente utili potrebbe essere un buon metodo per rinsavirli, è ora di mettere un freno anche a queste esibizioni».

Francesca Giannelli

Il Gazzettino, Pordenone

22 ottobre 2008

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