TAPPE CONGRESSO 2018

QUANDO LE RIUNIONI

DOCUMENTI

Primarie 2018

INCONTRACI IN PROVINCIA di Pordenone

  • 26 Ott
    Fontanafredda: Bolzonello e De Monte sul Lavoro.... 26 Ott 2018 20:00 to 22:00

    LE ISTITUZIONI EUROPEE E REGIONALI PER IL LAVORO: QUALI OPPORTUNITA’? ne parliamo con: ISABELLA DE MONTE Europarlamentare del Partito Democratico SERGIO BOLZONELLO Consigliere regionale e Capogruppo

  • 26 Ott - 26 Ott

Nuova doccia fredda per la viabilità della provincia di Pordenone. Dopo i fondi bloccati per alcune opere, tra le quali la strada del mobile, la messa in sicurezza della Pontebbana nel tratto del capoluogo e la statale del Rest, l’accordo quadro del 1° agosto scorso tra il presidente della Regione, Renzo Tondo, l’assessore Riccardo Riccardi e il premier Silvio Berlusconi non prevede alcun investimento per il Friuli occidentale. A sostenerlo il consigliere regionale del Partito democratico, Nevio Alzetta: «E’ confermato – arringa – la giunta Tondo vuole bloccare la modernizzazione infrastrutturale della provincia di Pordenone. Per la viabilità ordinaria – sostiene Alzetta – vengono assegnati alla provincia di Udine ben 390 milioni e nemmeno un centesimo per Pordenone. La scelta è gravissima se si considera l’arretrato bisogno di infrastrutture della Destra Tagliamento».Secondo Alzetta «Pordenone viene citata solo per i 250 milioni della Sequals-Gemona, che in realtà è condivisa a metà con Udine, ma siccome sappiamo che la giunta regionale pensa di pagare l’opera con il pedaggio e non con la legge obiettivo la citazione dell’opera nell’accordo quadro è puramente fittizia».Una decisione, rincara la dose l’esponente del Pd, «avvenuta con il consenso esplicito del vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, e dell’assessore Elio De Anna. Ai tempi della giunta Illy una cosa di questo genere non sarebbe mai successa perché la provincia di Pordenone era ben rappresentata sia in consiglio che in giunta».Nello specifico le opere finanziate sono la tangenziale sud di Udine (131 milioni), la Pontebbana in provincia di Udine (145) e la statale 56 (114). «Per la provincia di Pordenone – continua – a cominciare dalla Pontebbana, nemmeno un centesimo. Alla luce di questo ulteriore episodio negativo – commenta Alzetta – assumono una luce ancora più inquietante le dichiarazioni della giunta regionale secondo la quale i fondi statali per l’interramento della Pontebbana a Pordenone e per la statale 552 a Tramonti non ci sarebbero più. La politica della giunta regionale è chiara: in materia di Pontebbana tutti i soldi a Udine e niente a Pordenone, sia che si tratti di fondi della legge obiettivo che della legge 166. Gli assessori di Pordenone dormono». (ste.pol.)

Messaggero Veneto - PORDENONE

05 settembre 2008

Coalizioni ampie, ma coese dal punto di vista programmatico, del centro-sinistra alle prossime amministrative. Francesca Papais, rieletta segretaria del Pd, riparte dall’assemblea dell’altro giorno e promette un maggiore radicamento nel territorio. E a Bolzonello dice: «La doppia appartenenza Pd-civiche è possibile, ma deve essere coerente». Partiamo dalle lacrime che hanno accompagnato la sua rielezione...«Non voglio che mi si faccia passare per una persona debole. Non è stato un pianto a dirotto, ma l’emozione che è venuta fuori a maggior ragione dopo un’assemblea come è stata quella dell’altro giorno».Dove non sono mancate le polemiche: si sente la segretaria imposta da un ristretto vertice del partito che include Moretton, Sonego e Pupulin ed esclude altri?«E’ una interpretazione falsa. Da segretaria uscente avrei potuto in qualche modo rendere ovvia la mia conferma, invece abbiamo deciso che fino a quindici minuti dopo l’avvio dell’assemblea si sarebbero potute presentare candidature alternative che non sono giunte. In realtà ho fatto in modo che fosse una scelta condivisa, ispirata dal mio rinnovato impegno a favore di un partito nel quale credo. Nessuna imposizione dall’alto, quindi, semmai un percorso naturale, avviato dalla mia scelta, che ci accompagnerà fino al congresso».Non la pensa così il sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello, che ha motivato la sua astensione (il voto finale è stato di 57 favorevoli e 14 contrari) con un metodo sbagliato, da lei accettato. Cosa risponde?«Non è mia intenzione polemizzare con Bolzonello. Evidentemente non si è capito che quello non era un congresso, ma la riunione dell’assemblea provinciale».Sta di fatto che un documento firmato da 61 esponenti del Pd ha manifestato malessere per la situazione interna e una gestione troppo verticistica. Cosa replica?«Non ritengo che debba essere io a coinvolgere i territori, ma la spinta deve giungere dalla base. In questi mesi di lavoro, nel quale ho voluto apparire poco perché preferisco darmi da fare, sono sempre stata disponibile al confronto. Il problema vero è che bisogna impegnarsi a tempo pieno e non a spot, una volta tanto, magari per criticare».Resta sullo sfondo il dibattito sulla doppia appartenenza Pd-civiche: lei cosa ne pensa?«I prossimi mesi si caratterizzeranno per la campagna sul tesseramento. Il nostro progetto ha il massimo rispetto nei confronti delle esperienze civiche, non ci vogliamo chiudere verso l’esterno, ma al tempo stesso in un partito le regole vanno rispettate. Bolzonello è in primo luogo un esponente del Partito democratico che poi, dal punto di vista amministrativo, persegue l’esperienza del Fiume. Le due cose non sono in contrasto, ma quello che chiediamo a tutti è di essere coerenti con i principi del Pd».Il prossimo anno vanno al voto la Provincia e 24 amministrazioni locali. Come si presenterà il Pd?«Nel documento che è stato alla base della mia ricandidatura, abbiamo parlato di alleanze di centro-sinistra che siano coerenti e coese dal punto di vista programmatico».Esclude un’apertura all’Udc?«In questo momento fa parte dell’alleanza di centro-destra. Poi vedremo cosa succederà col Governo nazionale, le cose sono in movimento».I prossimi passi dal punto di vista interno?«Nominerò l’esecutivo, mentre stiamo definendo la questione della sede. Probabilmente ci trasferiremo in piazza Duca d’Aosta, anche se l’accordo non è ancora chiuso. Con i circoli avvieremo un confronto sulle questioni programmatiche nella logica proprio del coinvolgimento».

STEFANO POLZOT

Messaggero Veneto - PORDENONE

13 luglio 2008

La marcia a tappe forzate per l’indicazione del candidato del Partito democratico alle elezioni provinciali è partita. Un’agenda dettata dal regolamento approvato in sede nazionale e che stabilisce che entro il 10 novembre debbano essere presentate le candidature, sottoscritte da un congruo numero di firme. Nel giro di 20 giorni, invece, deve essere costituito il comitato organizzatore delle primarie che devono essere effettuate, in una domenica, entro il 30 gennaio prossimo. Nell’elenco dei potenziali pretendenti, l’ex assessore regionale, Lodovico Sonego, e l’ex presidente dell’ente intermedio, Alberto Rossi. Un regolamento che, per i comuni al di sopra dei 15 mila abitanti e la Provincia, non prevede deroghe. Il primo impegno è imminente e deve essere espletato dall’assemblea provinciale entro il 10 settembre. Va infatti costituito il comitato organizzatore delle primarie composto da un minimo di 15 e un massimo di 25 componenti, il quale deve procedere all’organizzazione delle primarie.Non essendoci un presidente uscente, che dovrebbe sciogliere le riserve entro il 15 settembre, le candidature alle primarie vanno presentate con il sostegno di almeno il 10 per cento dei componenti l’assemblea provinciale, oppure il 3 per cento degli iscritti al Partito democratico.Le sottoscrizioni – questo l’altro intervallo temporale essenziale – devono essere raccolte a partire dal 20 ottobre e fino al 10 novembre. Il comitato organizzatore può eventualmente concedere ai candidati che si sono presentati 48 ore di tempo per integrare la documentazione richiesta. Con il 10 novembre, quindi, i giochi sono fatti e la parola passa agli iscritti al Partito democratico che verranno convocati in una domenica compresa tra il 15 novembre e il 30 gennaio del prossimo anno. Alle consultazioni possono partecipare non solo gli iscritti, ma pure tutti coloro con almeno 16 anni, inclusi gli immigrati con permesso di soggiorno, che aderiscono alla proposta politica del Pd e accettano di essere registrati nell’albo pubblico delle elettrici e degli elettori della forza politica.Il meccanismo indicato vale anche nel caso in cui il Pd si allei con altri partiti, nel senso che al tavolo della coalizione o alle eventuali primarie del centro-sinistra indicherà il proprio rappresentante attraverso la consultazione.Ferie, quindi, già termine per i democratici, con le prime ipotesi di candidature che si affacciano nello scenario politico. Tra queste l’ex presidente della Provincia, Alberto Rossi, pronto a rientrare a pieno titolo nella vita politica attiva, e l’ex assessore regionale ai Trasporti, Lodovico Sonego. Disponibilità condizionata anche da parte dell’ex presidente delle Acli, Giorgio Zanin, sostenuto dal sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. Il Pd, però, potrebbe pure giocare le carte della maniaghese Annamaria Poggioli e del capogruppo uscente in Provincia, Sergio Zaia, che già aveva sfidato, nel 2004, Elio De Anna.

Messaggero Veneto - PORDENONE

20 agosto 2008

Un congresso tematico per avviare una grande riflessione sui temi che sono stati al centro della campagna elettorale. La proposta emerge dalla riunione che si è tenuta ieri fra Walter Veltroni, segretario del Partito Democratico, Dario Franceschini, vice segretario, Andrea Orlando, responsabile Organizzazione e i segretari regionali.

Continuando a navigare, accetti l'uso dei cookie, anche di terze parti per migliorare la tua navigazione sul sito. Se vuoi saperne di più clicca QUI