INCONTRACI IN PROVINCIA di Pordenone

Razionalizzare la spesa scolastica, valorizzare i docenti, rendere effettivo l’obbligo scolastico fino a 16 anni e creare una formazione permanente. Sono alcune delle proposte del Pd espresse nell’incontro tenutosi l’altra sera con i dirigenti scolastici Sergio Chiarotto e Paolo Bottega, la studentessa Francesca Cazorzi e la senatrice Tamara Blazina.

Il programma del Pd del Friuli occidentale sarà steso con il contributo dei circoli e della società civile: lo ha deciso l’assemblea provinciale su proposta della coordinatrice Francesca Papais. La consultazione – attraverso un questionario di 17 pagine – si svolgerà dal primo al 31 ottobre: potrà essere compilato anche dai singoli aderenti.

Passa a larga maggioranza il documento politico proposto dalla segretaria provinciale, Francesca Papais, che incassa, però, sei astensioni, tra le quali quella di peso del sindaco di Pordenone, Sergio Bolzonello. L’assemblea provinciale del Partito democratico, tenutasi l’altra sera a Fiume Veneto, si è conclusa con un pronunciamento ufficiale, ma anche con la conferma di malumori trasversali che non si sono, però, ancora contati ufficialmente. Un documento, quello della Papais, che, per quanto riguarda le provinciali del prossimo anno, conferma il metodo delle primarie per la scelta del candidato, in ossequio alla vocazione maggioritaria del partito, ribadita negli interventi, tra gli altri, da Antonio Ius, senza escludere, però, un confronto con le altre forze politiche del centro-sinistra con le quali saranno avviati tavoli singoli nelle prossime settimane. Dal punto di vista interno, pur riconoscendo l’importanza delle liste civiche e dei singoli nella costituzione del Pd, la Papais ha chiesto di non prestare il fianco a dibattiti interni autolesionistici, ribadendo che «l’iscrizione al Pd avviene nel rispetto delle norme statutarie e regolamentari nazionali». Un passaggio sottolineato anche dal punto di vista della scrittura nella relazione e interpretato da molti come un messaggio al sindaco di Pordenone che non vuole rinunciare all’adesione al gruppo consiliare del Fiume, una doppia appartenenza non riconosciuta dalle regole. Al primo cittadino, peraltro, non è piaciuta l’altra sottolineatura all’interno del documento, quella relativa all’ospedale, memore dello scontro in atto con Gianfranco Moretton che lo considera in parte responsabile avendo dato un’apertura di credito alla linea adottata dalla giunta Tondo. «Una scelta – ha sostenuto la Papais – che implica tempi molto più lunghi, costi molto più alti e l’alea di incertezze molto consistenti per dare alla provincia di Pordenone un ospedale nuovo e moderno. Lo stesso dicasi per ciò che riguarda la politica delle infrastrutture per le quali l’attuale rappresentanza pordenonese in giunta regionale sta mettendo in discussione finanziamenti già assegnati alla Destra Tagliamento». Ad aprire il dibattito l’ex segretario dei Ds, Fabrizio Venier, il quale, nella logica delle correnti, ha affermato di non sentirsi «né dalla parte di Moretton, né da quella di Sonego, né con Bolzonello». Una quarta via che sarebbe avvalorata anche dal capogruppo in Provincia, Sergio Zaia, il quale, con un intervento rude, ha chiesto la convocazione del congresso provinciale. Dai segretari di Porcia e Cordenons, poi, gli affondi alla linea del vertice, con la richiesta di un coinvolgimento più ampio del centro-sinistra per cercare di ricucire gli strappi. Contestata dalla segreteria di Pasiano, peraltro, la cooptazione nell’esecutivo provinciale, che risulta sostanzialmente confermato con Alfonso Colombatti, Fabio Gri, Renzo Mazzer, Marco Pasutto, Michele Padovese, Carla Sacchi e Daniela Giust, di una esponente locale senza un preventivo consenso. Critiche e tensioni che poi sono scaturite nel voto che ha registrato una larga maggioranza a favore della Papais e 6 astensioni motivate dal fatto che la segretaria non ha accolto con emendamenti al documento le sollecitazioni giunte. Ora si attende quali saranno le prossime mosse del fronte Zanin-Bolzonello anche in vista delle primarie per la scelta del candidato alle provinciali. Tutte le sollecitazioni per una discesa in campo del sindaco di Pordenone, fino a oggi, sono andate deluse.

STEFANO POLZOT

Messaggero Veneto - PORDENONE

26 settembre 2008

CASARSA. Sottopasso ferroviario e non soltanto: dopo aver denunciato l’incertezza delle tempistiche sull’apertura ufficiale della nuova infrastruttura, il Partito democratico di Casarsa ha invitato l’ex assessore regionale alla viabilità Lodovico Sonego per un sopralluogo in tutto il territorio comunale, statale 13 compresa. L’esponente della vecchia giunta Illy ha così denunciato la “scomparsa” dalle ultime prese di posizione ufficiali dell’esecutivo regionale di 11 milioni di euro finanziati dall’Anas per la messa in sicurezza della Pontebbana proprio nella zona di Casarsa. «Un anno fa – ha spiegato Sonego –, assieme all’allora governatore Riccardo Illy, avevamo concordato con il capo compartimento dell’Anas ingegner Ugo Dibennardo l’intervento di quest’ultimo attraverso un finanziamento di 44 milioni di euro per la viabilità dell’intero Friuli Venezia Giulia. Nello specifico, 11 di quei milioni erano destinati alla statale Pontebbana, con priorità a interventi come quello casarsese di passaggio sotterraneo dell’arteria e di realizzazione di due rotonde alle estremità del paese». Da allora, denuncia l’esponente democratico, non se ne è più parlato. «C’erano all’incontro con l’Anas anche l’allora presidente della Provincia di Pordenone De Anna e i Comuni interessati, tra cui quello di Casarsa con il sindaco Tubaro – ha aggiunto Sonego –. Ora però non si sa più niente di quel finanziamento e Tondo e Berlusconi non hanno neanche inserito il tratto pordenonese della statale 13 nell’Accordo di programma firmato lo scorso primo agosto, interessandosi soltanto al territorio udinese».L’ex assessore ha sottolineato come l’opera sarebbe fondamentale per la messa in sicurezza della circolazione viaria a Casarsa e dintorni, visto che la prima rotonda provenendo dal Tagliamento sarebbe addirittura in territorio valvasonese. «E la situazione della Pontebbana – ha ricordato il segretario democratico casarsese Francesco Colussi –, unita a quella del sottopasso, comporta uno stato di scarsa sicurezza sulle strade di Casarsa. Chiediamo all’amministrazione quantomeno tempi certi per l’apertura del sottopasso». L’esponente del Pd casarsese ha poi invitato chiunque a fermarsi una decina di minuti davanti al cavalcavia, il quale dovrebbe essere bypassato dal nuovo sottopasso, per constatare come auto, pedoni e ciclisti si vengano a trovare frequentemente in situazioni pericolose.Davide Francescutti

Messaggero Veneto - PORDENONE

07 settembre 2008

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